Nonvogliomicalaluna

bolognaduepuntozero

Posted in Carnet by maracinquepalmi on febbraio 8, 2012

In città, per fortuna, non fiocca soltanto la neve.

Fioccano (giuro che è l’ultima volta che uso questa metafora che imperversa sui giornali dalla scorsa settimana) iniziative dedicate alle nuove tecnologie e agli strumenti del web.

Star dietro a tutto è abbastanza impegnativo e stufa di aggiornare l’agenda (non uso quella dello smartphone e lo faccio a matita…), provo a riepilogare gli eventi in corso e quelli che ci aspettano in una sorta di palinsesto 2.0.

Se dimentico qualcosa, segnalatemelo (con una mail, un tweet. Per lettera è meglio di no: potrebbe trascorrere troppo tempo):

I giovedì dell’agenda digitale

Sono i meeting tematici informali che il Comune organizza, con cadenza mensile, fino a maggio, per approfondire alcuni punti dell’agenda digitale.

Futuro digitale per future mamme

E’ il corso di alfabetizzazione digitale per future mamme a cura dell’associazione Girl Geek Dinners Bologna in collaborazione con il laboratorio universitario TagBoLab, Iperbole, Rigeneriamoci e O-one.

Gli incontri forniscono alle donne in attesa gli strumenti base per affacciarsi alla rete in modo mirato e consapevole, per affrontare l’attesa del parto, reperire strumenti di sostegno e confronto e affrontare al meglio la vita di mamma. Ultimo incontro sabato 11 febbraio. A quando il bis?

No digital divide @ Quartiere Saragozza

Barcamp e workshop gratuiti (qui  il programma) sempre a cura delle GGD Bologna nell’ambito di un progetto scelto dal Quartiere Saragozza per avvicinare i cittadini alle nuove tecnologie e introdurli agli strumenti web 2.0.

Geek-democracy

La GGD11Bologna è dedicata alla democrazia digitale. Sabato 18 febbraio, dalle ore 15 alle 19 all’Urban Center di Bologna, si parla di opportunità e aspettative in attesa di EU2020. A seguire la #twitpizzabo: gnam gnam…

Last but not least

Non sono appuntamenti, ma vale la pena ricordare iPerbole, la app della Rete Civica Iperbole, e MediaLibraryOnLine, la biblioteca digitale che offre agli iscritti a una biblioteca dell’Istituzione Biblioteche del Comune di Bologna o ad una biblioteca comunale della provincia di Bologna l’accesso da remoto a quotidiani italiani e stranieri, ebook, audiolibri, musica, video, banche dati e altro ancora.

Donne, rete e territorio

Posted in Ciao, sono io, In punta di penna by maracinquepalmi on settembre 24, 2011

Le donne fanno rete sulla Rete a partire dal proprio territorio.

E’ questo il tema che ha animato sabato scorso la GGD10. Lo so, scrivo questo post con una settimana di ritardo, ma certe volte la vita off line ti intrappola…

Bella serata (come solo le Ggd Bologna sanno fare), interventi interessanti, buona musica (che non guasta mai). Qui ho pubblicato il mio speech e qui potete vedere il video che ha girato Silvia Storelli.

A dimostrazione di come le donne fanno rete, Ggd, Donne Pensanti ed il mio blog Articolo37 organizziamo sabato 15 ottobre (a partire dalle ore 9.30) alle Officine Minganti Le nuove professioni delle donne“, una iniziativa – patrocinata dalla Provincia di Bologna - dedicata alle donne per discutere insieme ad esperte e professioniste del settore sulle opportunità che le tecnologie  aprono alle donne: lavoro, relazioni, nuove professioni, discriminazione di genere,  supporto e amicizie.

La notte della rete

Posted in In punta di penna by maracinquepalmi on luglio 5, 2011

“La possibilità che attraverso Internet le informazioni siano disponibili a tutti, che lo scambio avvenga in modo diretto, non mediato, e interattivamente, non dall’alto verso il basso, apre grandi spazi alla democrazia…Io credo che ci sarà per tutti, a tutti i livelli socioeconomici, la possibilità di conoscere di più, di acculturarsi: e la cultura, la conoscenza, sono inevitabilmente fonte di benessere“.

Ho scelto le parole di Rita Levi Montalcini (lette su uno dei testi per l’esame da giornalista professionista) per aderire alla Notte della Rete, la manifestazione organizzata da associazioni e cittadini per dire “NO” alla delibera AgCom che “dovrebbe consentire alla stessa AgCom di oscurare dall’oggi al domani qualsiasi contenuto Internet che ritenga – a suo insindacabile giudizio – in violazione del diritto d’autore, arrivando (sempre a insindacabile giudizio di AgCom) a cancellare l’intero sito” (questo il pezzo sull’Espresso).

Parole e politica tra carta e web

Posted in In punta di penna by maracinquepalmi on giugno 12, 2011

Metti una mattina qualunque di giugno, proprio mentre – come tutti i santi giorni – stai facendo la rassegna stampa. E’ allora che l’occhio mi cade su un pezzo di Repubblica. Annuncia un convegno internazionale per i 60 anni della storica rivista Il Mulino dal titolo “Riviste e siti web di politica e cultura: una coesistenza difficile?“.

Accipicchia, questo proprio non devo farmelo scappare (però se non avessi letto il giornale, l’avrei perso. Sul web – a parte il sito del Mulino – non ne ho trovato traccia).

Metti un sabato qualunque di giugno, un sabato iniziato con la pioggia.
Voglia di uscire pari a zero, però a Palazzo Magnani c’è il convegno del Mulino. E così decido che vale la pena prendersi un po’ di pioggia.

La sessione del sabato ha per tema “Le nuove tecnologie e la promozione del dibattito politico-culturale“. Introduce Piero Ignazi e chiude Luigi Pedrazzi, che ha regalato qualche aneddoto curioso sui ragazzi che fondarono il Mulino.

Riportare tre ore e più di convegno è impresa alquanto difficile e rischierei di scrivere un post chilometrico (proprio quello che non si deve fare sul web). Preferisco riportare alcuni appunti così come li ho presi sul mio taccuino. Forse è una forzatura, ma penso ne valga comunque la pena per avere una idea di quella che è stato detto. Segnalo in grassetto le cose che mi sono piaciute, in corsivo quelle che mi sono piaciute meno.

Ho avuto l’impressione che per qualcuno il web è un mezzo di serie B, dove si annidano dilettanti dell’informazione e pericoli che attentano alla cultura accademica. Mi permetto di fare mia una frase di Loredana Lipperini, giornalista e blogger, per dire come la penso: “Perché l’insistenza sui pericoli di Internet costringe alla solita manovra di retromarcia, porta a difendere il tutto per la parte. E a ripetere ancora una volta che il sistema è innocente e anzi virtuoso (perché è proprio grazie alla rete che è possibile rielaborare e rovesciare contenuti mediocri e antichi stereotipi): e sono semmai coloro che vi inseriscono concetti e modelli molto simili reperibili a quelli off line, o reiterano comportamenti irridenti e offensivi, a confondere ancora una volta le acque. Sapendo che, nel web, è addirittura più facile” (Ancora dalla parte delle bambine, Universale Economica Feltrinelli, 2010, p.249).

Giusto per non farmi mancare nulla, ho fatto anche una cronaca in diretta su Twitter con i cinguettii un po’ meno istituzionali degli appunti.

Alberto Abruzzese – Iulm

grande tradizione novecentesca della rivista italiana
con il web siamo passati da un testo che giace ad una più rapida interfaccia

Angelo Agostini – Problemi dell’informazione

la politica di commercializzazione di un editore può essere un ostacolo alla versione on line
sono diversi i tempi di una redazione web e di una su carta
il giornalismo web è veloce e interattivo, ma queste caratteristiche permettono l’approfondimento?
manca la fatica, anche quella di fisica di fare le ricerche

Carlo Formenti – Università del Salento

non ha più senso parlare della rete come qualcosa di omogeneo
esempio della rivista Alfabeta2 su carta e su web
i ricercatori preferiscono pubblicare sul cartaceo. Quella on line è considerata una testata di serie b.

Alessandro Gilioli – L’Espresso

il problema è la qualità dell’informazione in rete
in rete sono controllato e, se sbaglio, vengo anche sbugiardato
per questo il valore delle informazioni deve essere più alto
fra i giornalisti, invece, il web non è considerata una testata di serie b.

Roberto Grandi – Università di Bologna

nella rete la società civile può esprimersi ed in alcuni casi influisce sull’agenda dei media tradizionali
caso Huffington Post: 3mila collaboratori volontari sono in causa per mancato pagamento
la categoria di sfera pubblica non c’è più
con la rete verifico nel breve periodo il dibattito

Paolo Madron – Lettera43

un punto di vista di un operatore dell’informazione
l’online è un poderoso passo verso la democratizzazioe dell’informazione
mi spaventa la cattiveria della rete
Facebook sta diventando troppo invadente
il modello di business è fondamentale: stare in piedi economicamente senza condizionamenti

Roberto Maragliano – Università Roma Tre

la rivista ha un compito di formazione
cercare il compromesso tra il cartaceo e le sue presenze in rete
meno male che c’è Facebook perché introduce alcuni utenti ad una alfabetizzazione primaria della rete
una rivista non può non porsi il problema di come diventare una nicchia, una community secondo le dinamiche della rete

Andrea Miconi – Iulm

la rete ha un modo di fare cultura schizofrenico
come è possibile che nella orizzontalità del web emergano figure carismatiche come Grillo o Travaglio?
Grillo impone una opinione
nella post-democrazia ci sono elementi di pre-democrazia
il problema del web è il trionfo del dilettantismo
se tutti parlano di tutto non si fa opinione e per questo è normale che si impongano autorità come Grillo

Luciano Paccagnella – Università di Torino

le riviste tradizionali hanno ancora senso
da una parte c’è bisogno di intermediari, dall’altra si innesta una competizione fortissima
non è vero che tutto ciò che viene pubblicato su carta sia più autorevole di quello pubblicato sul web
riviste online e su carta possono integrarsi

Mario Ricciardi - Politecnico di Torino

anche la rivista più di nicchia è entrata nella sfera pubblica, che oggi non esiste più
il modello internet dell’origine è all’opposto del modello dell’economia industriale. E’ qualità e non quantità
lo stato dell’informazione è un indicatore dello stato di salute di una democrazia

Un tag è per sempre

Posted in Dauovaedalatte by maracinquepalmi on novembre 17, 2010

Quelli che…hanno paura della Rete perché è democrazia, pluralismo, informazione senza intermediazioni.

Lo scorso sabato, come già preannunciato qui, ho partecipato al #GGD8Bologna[camp], il barcamp delle Girls Geek di Bologna realizzato con la partecipazione di TagBoLab.

Cosa resta di quella lunga e densa giornata dedicata al tema “Chi ha paura della rete”? Cerco di restituire in forma di tag i tredici modi diversi (in ordine di speech) utilizzati per declinare il tema: lavoro, studenti, regime, giornalismo investigativo, musei, accessibilità, giornalismo partecipativo e politica (questo il mio intervento che trovate qui), pubblica amministrazione, editoria, aziende, terremoto e persecuzione.

Nessuna retorica, tanto entusiasmo, un dibattito appassionato e appassionante.
Nota a margine

Ringrazio le Ggd per l’accoglienza e chi mi ha twittato come “Chiara” o “Maria” Cinquepalmi. Sono 34 anni che assisto con pazienza alle più surreali trasformazioni di nome e cognome. Questa, però, potrebbe essere una storia da approfondire in un altro post.

Io non ho paura

Posted in Ciao, sono io, Dauovaedalatte by maracinquepalmi on novembre 5, 2010

 Sabato 13 novembre non sarà un sabato qualunque, un sabato italiano (avanti, fischiettate pure il resto della canzone!!!), ma sarà un sabato da paura per chi…ha paura di Internet. E’ questo il tema del #GGD8Bologna[camp] , il barcamp delle Girls Geek di Bologna realizzato con la partecipazione di TagBoLab, che si terrà all’Urban Center di Piazza Nettuno dalle ore 12 alle 19.

Il titolo è “Chi ha paura della rete”. Simbolo dell’innovazione tecnologica, della libertà d’espressione e della giusta informazione, la rete incarna, per molti, anche l’idea del pericolo, del rischio. Quali sono i motivi per i quali la rete è temuta e chi ne ha veramente paura? L’ottava Girl Geek Dinner Bologna cercherà di rispondere a queste domande.

Insieme a me ci saranno (rullo di tamburi) Francesca Sanzo, fondatrice di Donnepensanti.it, Leda Guidi, project manager di Iperbole, Valeria Bigongiali, Alessandra Farabegoli, Monique e Marta di Terremoto09, Francesca Fabbri e molte altre.

Io non ho paura. Chi rema contro la Rete” è il titolo del mio intervento. Cercherò di spiegare come nel nostro Paese politica e giornalismo ( i media tradizionali, in particolare) siano responsabili del digital divide: da provvedimenti come la legge bavaglio, il decreto Pisanu (è di oggi la notizia che non verrà rinnovato dando così il via libera alla liberalizzazione del wi-fi) o l’emendamento d’Alia al citizen journalism e ai blog di informazione, questi ultimi accolti non proprio con favore da certa stampa.

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