La scoperta del mondo
26 luglio 1943
Il primo giorno del postfascismo scopro moltissime cose.
Intanto lo smarrimento: il regime fascista è il contesto trovato quando ho raggiunto l’età della ragione, il solo a disposizione, altri non ne ho, nessuno me ne ha fatti intravedere, se non dicendomi che la guerra, che quell’estate ha già traversato mezzo mondo, porta l’Italia al disastro. Come tutti i miei coetanei, sono disorientata.
Lo scrive Luciana Castellina nel suo “La scoperta del mondo“.
Per qualche settimana è stata la mia lettura di ogni sera. L’ho iniziato nei giorni della crisi di Governo.
Un mese fa, il 12 novembre, calava il sipario sul governo Berlusconi.
Da Foggia a Macondo, libri italiani in giro per il mondo
Che cosa hanno in comune “Come Dio comanda” di Nicolò Ammaniti tradotto in polacco, “L’attenzione” di Alberto Moravia in ungherese e “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Italo Calvino in finlandese? Sono tutti, insieme ad altri 600 libri, cittadini di Macondo. Non il mitico villaggio dove si consuma la saga della famiglia Buendìa per mano di Gabriel Garcia Marquez in “Cent’anni di solitudine”, ma l’originale progetto nato da una collezione privata. Quella di Davide Grittani, giornalista e scrittore foggiano, che dal 1992 chiede ad amici e conoscenti di comprargli, durante i loro viaggi all’estero, libri italiani tradotti in tutte le lingue. Ai 239 titoli della collezione originaria si sono aggiunti testi donati da editori (Einaudi, Feltrinelli, ), scrittori – contattati personalmente da Grittani – (Fondo Alberto Moravia, Alessandro Baricco, Sandro Veronesi, Vincenzo Cerami, Graziella Chiarcossi, erede e cugina di Pier Paolo Pasolini, Raffaele Nigro, Niccolò Ammaniti, Dacia Maraini, Angela Terzani Staude, vedova di Tiziano Terzani, ) e sedi diplomatiche (Istituto italiano cultura di Atene, quello di Berlino, il Consolato generale Italia Rosario – Argentina). La biblioteca al momento comprende circa 1185 volumi di letteratura italiana (narrativa, poesia, saggi, guide, antologie e varie pubblicazioni) in rappresentanza di 320 autori di ogni epoca. Sono 37 le lingue in cui i volumi raccolti sono tradotti (afrikaans, albanese, arabo, bosniaco, bulgaro, catalano, cinese, coreano, danese, olandese, inglese, estone, finlandese, francese, dialetto friulano, tedesco, greco, ebraico, hindi, ungherese, giapponese, lettone, lituano, polacco, russo, slovacco, sloveno, spagnolo, svedese, turco, ucraino tanto per citarne alcune) in rappresentanza dei 5 continenti. Tra i titoli più curiosi della collezione il “Bollettino siderale” di Galileo Galilei in spagnolo, “I fuochi del Basento” di Raffaele Nigro in russo, “Il nome della rosa” di Umberto Eco in turco, “Il deserto dei Tartari” di Dino Buzzati in bosniaco, la “Grammatica della fantasia” di Gianni Rodari in greco e una guida turistica sull’Italia in hindi, scovata da un altro giornalista tra le bancarelle di Bombay.
La collezione è diventata anche un sito web, nato grazie all’intuizione dell’editore Euclide Della Vista. Su cittadinidimacondo.it è possibile consultare i titoli della collezione, visualizzare le copertine dei libri, diventare cittadini del progetto raccontando per immagini i luoghi visitati durante le vacanze, perdersi nei reportage di viaggio di giornalisti e scrittori. Come nell’albero genealogico della famiglia Buendìa si trova davvero di tutto, «così – spiega Davide Grittani – nell’albero genealogico dei cittadinidimancondo.it convivono e sono finiti per diventare affini e parenti viaggiatori perditempo o di professione, prodigiosi avventurieri o clienti di agenzie, talenti del low cost o frequentatori della business».
Cittadini di Macondo è diventata Written in Italy, una mostra che porta in giro per il mondo alcuni dei titoli del fondo. Ad oggi la mostra ha percorso 37959 km. e nei prossimi anni arriverà anche in Africa, Asia, Australia, Stati Uniti e America Latina. La collezione, infatti, è stata concessa in comodato all’Università di Foggia che si è fatta promotrice della mostra. Il progetto, curato dalla Facoltà di Scienze della Formazione e dall’Area Relazioni Internazionali dell’Università dauna, ha ricevuto il patrocinio di Unesco, Unione Europea, Ministero degli Affari Esteri e Ministero dei Beni culturali e non ha alcun precedente tra gli atenei italiani. Sarà un made in Italy insolito quello che la mostra porterà in tutto il mondo. Non la creatività della moda o le intuizioni del design industriale, ma il talento letterario di ogni epoca. Da Foggia a Macondo e oltre.
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