A Bologna piovono Lebolleblu
Tempo fa avevo letto sull’edizione bolognese di Repubblica un pezzo che parlava delle Bolleblu edizioni, una nuova casa editrice frutto della passione per la letteratura di due sorelle pugliesi.
Le ho contattate e ne è nata questa conversazione che oggi ho pubblicato sul mio blog Nonvogliomicalaluna.
Mi piace segnalare anche qui l’intervista perché Bologna si rivela crocevia di un nuovo progetto culturale che nasce in Puglia e che – come leggerete – arriva fino a Torino.
Angela e Francesca fanno Lebolleblu
Mina, Calvino e due sorelle pugliesi con la passione per la letteratura e l’editoria sono gli ingredienti di una nuova scommessa nel panorama editoriale made in Bologna. Si chiama Lebolleblu edizioni, è nata da qualche mese, ma vanta già una partecipazione al Salone del libro di Torino.
Dopo aver letto tempo fa sull’edizione bolognese di Repubblica un pezzo in occasione della presentazione ufficiale della casa editrice, ho contattato Angela Castellano perché la storia delle Bolleblu mi incuriosiva molto. Così nel corso di una piacevole telefonata Angela mi ha parlato del progetto e non solo.
Le bolle blu è un nome curioso ed insolito per una casa editrice. Come lo avete scelto? Vi siete forse fatte ispirare dalla canzone di Mina?
L’abbiamo scelto perché la leggerezza è stata scelta come nostra linea editoriale. Non necessariamente intesa come umoristica e comica. La nostra è una leggerezza come quella delle Lezioni americane di Calvino. Inoltre, le bolle sono la forma più resistente e leggera in natura. E’ anche vero che la canzone di Mina ha avuto la sua influenza per il suo dinamismo musicale.
Lo spirito della vostra casa editrice è improntato alla leggerezza, riferita allo stile e ai contenuti, proprio come le bolle. Pensate che nel panorama editoriale attuale non ci sia spazio o sia troppo poco quello riservato ad una letteratura di qualità, ma leggera?
Il panorama letterario italiano ha un divario enorme tra la letteratura alta, quella di Eco per intenderci, e quella da supermercato, tipo istant book, commerciali o barzellette. Manca una fascia intermedia. Ad esempio Camilleri propone una letteratura scorrevole e di consumo, ma più che dignitosa.
Tra le vostre prime uscite c’è stata anche la partecipazione al Salone di Torino.
Essendo piccoli e nuovi, avevamo troppo pochi libri per avere uno stand tutto nostro. Due titoli sono troppo pochi per poterci finanziare uno stand. Per questo siamo state ospitate dallo stand di Sugonews, una rivista letteraria: è stata un’esperienza entusiasmante e molto proficua, anche perché affiancata da iniziative come aperitivi letterari con gli autori nello stand, reading-concerto all’interno del Salone e incontri presso la libreria Massena28.
Cosa ci fanno due pugliesi a Bologna che mettono su una casa editrice in tempo di crisi?
Io vivo a Bologna, mia sorella a Torino. Lavoriamo in remoto, ma siamo animate da una forte passione per i libri. In tutto questo è essenziale il supporto della famiglia. Dopo il master in editoria, abbiamo pensato che, piuttosto che essere precarie alle dipendenze di qualcuno, potevamo essere precarie in proprio.
Puglia: un luogo da cui scappare, in cui tornare o rimanere?
C’è il sogno lontano di tornare. Negli ultimi anni la Puglia è stata protagonista di un risveglio culturale che non ha precedenti. Penso al progetto “Bollenti spiriti” promosso dalla Regione.
Per te la Puglia è…
Le nostre radici.
leave a comment