E tu scrivimi, scrivimi
Mamma, quando vai a lavorare, mi manchi.
Anche tu. Facciamo che la sera, prima di andare a dormire, mi scrivi una letterina e me la metti nella borsa. Così, quando vado a lavorare, posso leggerla e so che mi hai pensato.
Va bene, ma non so cosa scrivere.
Donne, rete e territorio
Le donne fanno rete sulla Rete a partire dal proprio territorio.
E’ questo il tema che ha animato sabato scorso la GGD10. Lo so, scrivo questo post con una settimana di ritardo, ma certe volte la vita off line ti intrappola…
Bella serata (come solo le Ggd Bologna sanno fare), interventi interessanti, buona musica (che non guasta mai). Qui ho pubblicato il mio speech e qui potete vedere il video che ha girato Silvia Storelli.
A dimostrazione di come le donne fanno rete, Ggd, Donne Pensanti ed il mio blog Articolo37 organizziamo sabato 15 ottobre (a partire dalle ore 9.30) alle Officine Minganti “Le nuove professioni delle donne“, una iniziativa – patrocinata dalla Provincia di Bologna - dedicata alle donne per discutere insieme ad esperte e professioniste del settore sulle opportunità che le tecnologie aprono alle donne: lavoro, relazioni, nuove professioni, discriminazione di genere, supporto e amicizie.
I ragazzi con la valigia
Trentanove pagine per scoprire che oggi dal Sud vanno via (o scappano?) i giovani laureati (anche per lavori precari). Nei giorni scorsi Bankitalia ha presentato uno studio che descrive la mobilità dei lavoratori in Italia.
Si intitola “La mobilità del lavoro in Italia: nuove evidenze sulle dinamiche migratorie” ed è stato curato da Sauro Mocetti e Carmine Porello.
Tra il 2000 e il 2005 sono emigrati oltre 80 mila laureati, pari in media annua a 1,2 ogni 100 residenti con un analogo titolo di studio. Il Mezzogiorno diventa sempre meno capace di trattenere il proprio capitale umano, impoverendosi in termini di produttività, competitività e di crescita economica.
Inoltre, si ribalta il rapporto tra l’emigrante e la famiglia d’origine: se nel passato era l’emigrato a sostenerla, oggi è più probabile che sia la famiglia a sostenere economicamente il giovane fino a un suo completo inserimento nella regione di destinazione.
Questa nuova sezione del blog, “Tutta la vita davanti”, è dedicata ai precari, ai giovani in fuga dal Sud. Anche a quelli che tornano.
Racconta la tua storia a maracinque@libero.it.
E non se ne vogliono andare
Ho letto i risultati dell’indagine multiscopo dell’Istat che ha messo a confronto un rapporto svolto nel 2007 sui ‘comportamenti e gli aspetti della vita quotidiana delle famiglie e dei loro cambiamenti’, con l’analisi ‘Famiglia e soggetti sociali’, svolta sempre dall’ Istat nel 2003.
Cosa è emerso? Che dal 2003 al 2007 il 72,9% degli italiani, tra i 18 e i 39 anni, vive ancora con i propri genitori. Bamboccioni!!! Ha sentenziato stamattina sul Corriere della Sera un docente di demografia. Eppure il 47,8% dichiara che il motivo per cui vive con la famiglia di origine è la presenza di problemi economici, il 44,8% sta bene così mantenendo comunque la sua libertà e il 23,8% sta ancora studiando.
Le ultime pagine dell’indagine sono dedicate alle donne che lavorano, alle loro attese come madri e alle criticità connesse ai percorsi professionali. Forse i bamboccioni fanno più notizia (solo l’Avvenire – ed è tutto dire – ha preferito un taglio di genere) delle difficoltà delle donne a partecipare al mercato del lavoro e a conciliare l’attività lavorativa con gli impegni familiari.
E voi, bamboccioni, lo avete lasciato il nido?
E per te, wonder mamma, è difficile lavorare e comandare quel manipolo di monelli che hai a casa?
Ciak, gira la sicurezza!
Ancora cinema dalla parte delle donne.
Scade il prossimo 5 febbraio il termine per partecipare alla quinta edizione del concorso Umbria donne e lavoro.
Oggetto del concorso è lo sguardo, la visione delle donne sulla sicurezza nel mondo del lavoro. Raccontare una storia, attraverso un video, per guardare e vedere gli spazi, le azioni, le condizioni di sicurezza del lavoro e dei lavoratori.
Questa edizione, infatti, è dedicata a colei che è appassionata, per professione o per diletto, alla creazione di video, per affermare una testimonianza nuova sul tema della prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il concorso è aperto a tutte le donne, italiane e straniere. Possono partecipare al concorso opere in tutte le lingue, purché sottotitolate o provviste di traduzione dei dialoghi in italiano, e realizzate con qualsiasi strumento o tecnica (anche il telefonino).
La durata massima dei video è di 5 minuti e la minima di 1 minuto compresi anche i titoli di testa e di coda.
Le vincitrici del concorso riceveranno in premio un assegno rispettivamente di: 1500 euro per il primo premio, 1000 euro per il secondo premio, 500 euro per il terzo premio.
Le opere delle vincitrici e quelle ritenute idonee dalla Commissione verranno, inoltre, pubblicate a cura dell’Inail e diffuse tramite i canali istituzionali dei soggetti organizzatori.
La premiazione è programmata per il giorno 5 marzo 2010, a Perugia, in occasione della Festa della Donna.
L’iniziativa è promossa nell’ambito delle manifestazioni realizzate dall’Inail e dall’Anmil in occasione della Festa della Donna, a cui aderiscono anche la Provincia di Perugia, Assessorati alle Pari Opportunità ed Attività Culturali, Economiche e Sociali, la Consigliera di Parità della provincia di Perugia, il Comune di Perugia, Assessorati alle Pari Opportunità e alle Politiche Culturali e Giovanili, l’Università di Perugia, Facoltà di Scienze della Formazione e l’Ordine degli Psicologi della Regione Umbria.
Ancora cinema dalla parte delle donne.
Scade il prossimo 5 febbraio il termine per partecipare alla quinta edizione del concorso Umbria donne e lavoro.
Oggetto del concorso è lo sguardo, la visione delle donne sulla sicurezza nel mondo del lavoro. Raccontare una storia, attraverso un video, per guardare e vedere gli spazi, le azioni, le condizioni di sicurezza del lavoro e dei lavoratori.
Questa edizione, infatti, è dedicata a colei che è appassionata, per professione o per diletto, alla creazione di video, per affermare una testimonianza nuova sul tema della prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il concorso è aperto a tutte le donne, italiane e straniere. Possono partecipare al concorso opere in tutte le lingue, purché sottotitolate o provviste di traduzione dei dialoghi in italiano, e realizzate con qualsiasi strumento o tecnica (anche il telefonino).
La durata massima dei video è di 5 minuti e la minima di 1 minuto compresi anche i titoli di testa e di coda.
Le vincitrici del concorso riceveranno in premio un assegno rispettivamente di: 1500 euro per il primo premio, 1000 euro per il secondo premio, 500 euro per il terzo premio.
Le opere delle vincitrici e quelle ritenute idonee dalla Commissione verranno, inoltre, pubblicate a cura dell’Inail e diffuse tramite i canali istituzionali dei soggetti organizzatori.
La premiazione è programmata per il giorno 5 marzo 2010, a Perugia, in occasione della Festa della Donna.
L’iniziativa è promossa nell’ambito delle manifestazioni realizzate dall’Inail e dall’Anmil in occasione della Festa della Donna, a cui aderiscono anche la Provincia di Perugia, Assessorati alle Pari Opportunità ed Attività Culturali, Economiche e Sociali, la Consigliera di Parità della provincia di Perugia, il Comune di Perugia, Assessorati alle Pari Opportunità e alle Politiche Culturali e Giovanili, l’Università di Perugia, Facoltà di Scienze della Formazione e l’Ordine degli Psicologi della Regione Umbria.

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