Un inverno fa
Domani compio un anno. Non io Mara Cinquepalmi in carne (molta) e ossa, ma io Mara Cinquepalmi come Nonvogliomicalaluna. Il mio blog spegne la sua prima candelina.
Quello che state per leggere è il post più autoreferenziale che abbiate letto in questo blog, ma ad un anno dalla nascita di questo spazio non potevo proprio farne a meno.
In questi ultimi dodici mesi ho raccontato storie (con un occhio particolare a quelle di precari e di donne), ho raccolto voci (della mia terra, di scrittori come Loriano Macchiavelli e Grazia Verasani) e pensieri (non solo miei, naturalmente), ma soprattutto ho fatto rete con altre persone, donne in modo particolare.
Ho usato la Rete per fare rete, come piace dire a molti smanettoni.
Poco tempo dopo la nascita del blog, ho scritto questo post per fare il punto sulla mia prima creatura 2.0.
Oggi posso dire che tenere un blog è un impegno che ti arricchisce, non in termini di denaro, ma di conoscenza e relazioni. Un anno fa non avrei mai pensato di affidarmi alla scrittura – che è per me pane quotidiano – per vincere la mia naturale timidezza e scrivere delle cose che più mi stanno a cuore.
Concludo con alcune curiosità. Dalla nascita del blog ad oggi:
sono 77 gli articoli pubblicati;
una delle parole più cercate è ”torta all’arancia bertolini“,
i post più letti sono Giornalisti si nasce, precari si diventa; Voglio una vita come la mia; Viveur: così è, se vi pare.
Quattro chiacchiere con…Grazia Verasani
Due donne, una penna. Le donne sono la scrittrice (e molto di più) Grazia Verasani e la detective Giorgia Cantini, la penna è quella della Verasani che ha dato vita all’investigatrice protagonista di “Quo vadis, baby?”, tanto per citare il libro più famoso.
Con Grazia (e con Giorgia) ho parlato di letteratura di genere, donne e televisione, investigatori e molto altro.
Questa l’intervista a Grazia Verasani:
Esiste una letteratura di genere in Italia?
Sì, esiste. Nel senso che io credo nel rispetto di alcune regole basilari che diversificano i generi tra loro. Ma credo anche che è la qualità del libro a renderlo un “bel” genere, e in questo momento, forse, i romanzi migliori sono quelli che mescolano più generi tra loro.
In tv imperversano le veline o le donne di plastica, come ha ben documentato il documentario “Il corpo delle donne”. Quali donne, invece, popolano la nostra letteratura?
Non trovo nella narrativa italiana contemporanea molti esempi di personaggi femminili, raccontati da uomini, in grado di essere intensamente credibili. Soprattutto nel genere noir, o poliziesco, c’è un fossilizzarsi di donne sopra le righe, macchiettistiche, poco approfondite, proposte nella classica versione di dark lady o di wonder woman. Ma anche il romanzo borghese, in taluni casi, mi sembra risentire di una sorta di misoginia intellettuale, o solo di superficialità.
E’ possibile un riscatto, almeno su carta, dallo stereotipo imposto dalla tv?
Certo che è possibile, almeno da parte di quelle forze intellettuali antagoniste ai modelli imperanti.
Questa l’intervista a Giorgia Cantini:
In questo momento sta seguendo una indagine particolare ?
Sono un po’ pigra ultimamente. Dopo l’indagine tutta al femminile di “Di tutti e di nessuno” appena uscito per Kowalski, sto raccogliendo materiale su un caso di omicidio nell’ambiente gay bolognese…
Quali caratteristiche deve avere un buon investigatore?
L’istinto. L’umanità. La sospensione del giudizio.
Cosa ne pensa dei suoi colleghi Montalbano, Coliandro, Sarti? Li ha mai conosciuti? Le piacerebbe lavorare insieme a loro?
Con Montalbano lavorerei perché è allo stesso tempo sensuale e tutto d’un pezzo, con Coliandro perché è maldestro, ma soprattutto lavorerei con Sarti (di cui adoro l’autore) per l’ironia e la saggezza.
Si riconosce nella Bologna di oggi? E’ molto cambiata dalle sue prime indagini?
Dal 2004 (anno di “Quo vadis, baby?”) la città si è sempre più smarrita, in parallelo all’intero paese. Ma dopo tante nostalgie della Bologna che fu, sono diventata meno rancorosa. Ci sono cose di questa città che me la fanno ancora preferire a tutte le altre.
Che libri legge Giorgia Cantini? Le piacciono i polizieschi?
La Cantini legge Ellroy, Chandler, la Highsmith, ma anche Ingeborg Bachman, Celine, Cervantes, libri di filosofia e di politica…
E la tv? Cosa guarda? Cosa pensa dei telefilm made in Usa tipo Csi, Criminal minds?
Giorgia non ha tempo di guardare la tv… Ma se la guarda non è spocchiosa, guarda i tg, i vecchi film, Report ma anche X Factor… Penso che ascolti molto la radio, però. E soprattutto i programmi culturali e musicali di Rai 3 (sospetto che covi un amore segreto per Marino Sinibaldi)…
Grazia Verasani e la luna
Grazia Verasani, scrittrice, attrice, cantante, ha consegnato il suo “Nonvogliomicalaluna” alla bacheca di Pensieri e parole:
No, o forse non me lo ricordo… L’impossibile mi ha sempre attratta come una sfida. Ma non nel senso di progetti ambiziosi, che non ho mai avuto, semplicemente: un sano ribellismo nei confronti di ogni abuso di potere, piccolo o grande, e da qui la voglia, il bisogno, di “osare”. Non sopporto chi si adegua a questa “dittatura della visibilità” che inneggia a raggiungere risultati senza fare fatica. Nell’Italia del leccaculismo e dei senza talento, la ribalta, ogni tipo di ribalta, è in mano ai mediocri e ai furbastri, i pochi, ora come ora, a trovare porte aperte alla scarsità di finanziamenti che lo Stato riserva all’arte e alla cultura. Penso allora a tutti i giovani capaci, preparati, pieni di idee originali, costretti in ogni ambito lavorativo ad abbassare il loro prezzo, a restare in un angolo o a omologarsi alle richieste del mercato. Sono loro in questo momento a soccombere a quel “Non voglio mica la luna” come a una sorta di accontentamento, di voce quietata a forza, pur di ottenere qualche briciola. E mi chiedo, quindi, che fine faranno i sogni, le scalate impervie, i lampi di genio, i grandi amori, se osare, remare controvento, avere coraggio diventano il retaggio di idealità “superate”, e, al contrario, restare nei ranghi del possibile, sfocia inevitabilmente nell’amaro in bocca del tradire se stessi…

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