bolognaduepuntozero
In città, per fortuna, non fiocca soltanto la neve.
Fioccano (giuro che è l’ultima volta che uso questa metafora che imperversa sui giornali dalla scorsa settimana) iniziative dedicate alle nuove tecnologie e agli strumenti del web.
Star dietro a tutto è abbastanza impegnativo e stufa di aggiornare l’agenda (non uso quella dello smartphone e lo faccio a matita…), provo a riepilogare gli eventi in corso e quelli che ci aspettano in una sorta di palinsesto 2.0.
Se dimentico qualcosa, segnalatemelo (con una mail, un tweet. Per lettera è meglio di no: potrebbe trascorrere troppo tempo):
I giovedì dell’agenda digitale
Sono i meeting tematici informali che il Comune organizza, con cadenza mensile, fino a maggio, per approfondire alcuni punti dell’agenda digitale.
Futuro digitale per future mamme
E’ il corso di alfabetizzazione digitale per future mamme a cura dell’associazione Girl Geek Dinners Bologna in collaborazione con il laboratorio universitario TagBoLab, Iperbole, Rigeneriamoci e O-one.
Gli incontri forniscono alle donne in attesa gli strumenti base per affacciarsi alla rete in modo mirato e consapevole, per affrontare l’attesa del parto, reperire strumenti di sostegno e confronto e affrontare al meglio la vita di mamma. Ultimo incontro sabato 11 febbraio. A quando il bis?
No digital divide @ Quartiere Saragozza
Barcamp e workshop gratuiti (qui il programma) sempre a cura delle GGD Bologna nell’ambito di un progetto scelto dal Quartiere Saragozza per avvicinare i cittadini alle nuove tecnologie e introdurli agli strumenti web 2.0.
Geek-democracy
La GGD11Bologna è dedicata alla democrazia digitale. Sabato 18 febbraio, dalle ore 15 alle 19 all’Urban Center di Bologna, si parla di opportunità e aspettative in attesa di EU2020. A seguire la #twitpizzabo: gnam gnam…
Last but not least
Non sono appuntamenti, ma vale la pena ricordare iPerbole, la app della Rete Civica Iperbole, e MediaLibraryOnLine, la biblioteca digitale che offre agli iscritti a una biblioteca dell’Istituzione Biblioteche del Comune di Bologna o ad una biblioteca comunale della provincia di Bologna l’accesso da remoto a quotidiani italiani e stranieri, ebook, audiolibri, musica, video, banche dati e altro ancora.
Mamme 2.0
Bologna conferma la sua vocazione di città digitale con una iniziativa che comincia sabato 5 novembre in Sala Borsa.
Chi pensa che le donne in attesa si affannino solo tra corsi ed incubi pre-parto, corredini e manuali della mamma perfetta, si sbaglia e farebbe bene a leggere fino in fondo questo post.
Da sabato Biblioteca Sala Borsa ospita un corso di alfabetizzazione digitale per future mamme a cura dell’associazione Girl Geek Dinners Bologna in collaborazione con il laboratorio universitario TagBoLab, Iperbole, Rigeneriamoci e O-one.
Il corso, indirizzato a donne in attesa, intende fornire gli strumenti base per affacciarsi alla rete in modo mirato e consapevole, per affrontare l’attesa del parto, reperire strumenti di sostegno e confronto e affrontare al meglio la vita di mamma.
Ogni partecipante potrà contare sul prestito di un PC portatile che permetterà di esercitarsi a casa.
Le lezioni si terranno ogni sabato mattina di novembre e il primo sabato di dicembre 2011. I posti disponibili sono limitati a 10 partecipanti. Il costo della partecipazione è di 20 euro, che saranno versate al momento dell’iscrizione a titolo di contributo per l’acquisto del materiale didattico.
I cinque incontri previsti per “Futuro digitale per future mamme” sono curati dal team GGD Bologna, Iperbole e Francesca Sanzo e saranno così strutturati:
5 Novembre: utilizzo dei motori di ricerca e servizi Google (mappe, libri,documenti), a cura di Giulia Lippolis .
12 Novembre: creazione e utilizzo di una casella e-mail. Creazione di un account Skype, a cura di Daniela Bortolotti , Linda Serra e Tonia Maffeo.
19 Novembre: creazione di un account Facebook. Utilizzo di Facebook. Privacy e condivisione di documenti on-line, a cura di Cecilia Pedroni e Enza Capobianco.
26 Novembre: introduzione a Linkedin e ai suoi utilizzi per creare nuove opportunità concrete di lavoro e networking professionale, a cura di Linda Serra e Giulia Lippolis.
Iperbole Servizi sulla rete Civica per le donne e future mamme, a cura dello staff Iperbole.
3 Dicembre: future mamme – esplorazione dell’universo delle mamme in rete , il fenomeno del mommyblogging , le on-line community e l’esperienza personale di mamma blogger, a cura di Francesca Sanzo.
Se volete saperne di più, scrivete alle GGDBologna all’indirizzo staff@girlgeekdinnersbologna.com oppure telefonate al 338.3237860.
Donne, rete e territorio
Le donne fanno rete sulla Rete a partire dal proprio territorio.
E’ questo il tema che ha animato sabato scorso la GGD10. Lo so, scrivo questo post con una settimana di ritardo, ma certe volte la vita off line ti intrappola…
Bella serata (come solo le Ggd Bologna sanno fare), interventi interessanti, buona musica (che non guasta mai). Qui ho pubblicato il mio speech e qui potete vedere il video che ha girato Silvia Storelli.
A dimostrazione di come le donne fanno rete, Ggd, Donne Pensanti ed il mio blog Articolo37 organizziamo sabato 15 ottobre (a partire dalle ore 9.30) alle Officine Minganti “Le nuove professioni delle donne“, una iniziativa – patrocinata dalla Provincia di Bologna - dedicata alle donne per discutere insieme ad esperte e professioniste del settore sulle opportunità che le tecnologie aprono alle donne: lavoro, relazioni, nuove professioni, discriminazione di genere, supporto e amicizie.
Nuova Agenda Politica delle donne – parte sesta
Sesta ed ultima intervista per la Nuova Agenda Politica delle Donne.
Oggi a parlare di Bologna è Giulia Lippolis, maestra e blogger del gruppo Girl Geek Dinners Bologna.
Intanto, il cammino dell’Agenda prosegue. Martedì 14 giugno, alle ore 20.30, il Centro delle donne in via del Piombo 7 ospita l’assemblea della Nuova Agenda Politica delle Donne, aperta a tutte: chi ha partecipato sempre o in parte, è stata contattata nel percorso, l’ha sostenuto, vuole unirsi.
Una assemblea per continuare a progettare la città dal punto di vista delle donne, cominciare a realizzare alcuni progetti, pensare uno spazio/strumento di interlocuzione con le donne della città, con altre importanti esperienze cittadine (di donne e miste), tra donne dentro e fuori le istituzioni (con un Consiglio comunale al 40% di donne e una Giunta al 50%).
Buona lettura…
Mi racconti:
da quanto tempo vivi/lavori/studi a Bologna [se si valuta che si può: ad es. per chi viene da una altro luogo: perché sei venuta qui, cosa ti aspettavi quando sei arrivata]
Faccio parte delle Girl Geek Dinners da poco. Nella vita faccio l’insegnante in una scuola elementare, in un ambiente prettamente femminile che con la tecnologia ha poco a che fare, e la studentessa.
Ho un rapporto molto stretto con la città perché vivo la città con gli occhi dei bambini. Un po’ raccolgo le loro esperienze, le loro opinioni e quello che pensano e vedono tutti i giorni.
Questo è il quinto anno che insegno e sono qui da quattro anni e mezzo quasi.
una tua esperienza positiva [una cosa che ti piace, un luogo dove ti senti a tuo agio, un
episodio bello che ti è capitato] di Bologna
Ho parecchie esperienze positive, però quello che mi è piaciuto sempre è stata la conversazione, quella che c’è in tutti gli ambiti: tra colleghi, con i genitori, tra studenti e professori, la comunicazione a qualsiasi livello, in qualsiasi modo sia possibile.
Qui è molto semplice andare dal professore e parlargli, come se fossi alla pari. Io ho avuto la fortuna di incontrare dei professori che mi hanno trattato come se avessero anche loro da imparare da me. Non meno, ma prima di tutti, quello di informatica per le scienze storiche. Questa è una cosa che mi è piaciuta tantissimo. E’ una cosa che non mi è capitata nelle scuole di altre città dove sono stata.
Io sono di Taranto, però ho studiato e lavorato a Matera. Ho lavorato a scuola facendo tirocinio, poi in agenzie turistiche prima di iniziare a fare l’insegnante. Quindi questo livello di comunicazione è difficile trovarlo: non solo a Taranto e Matera, ma anche in altri ambienti. Invece Bologna da questo punto di vista è differente.
Il luogo in cui mi sento a mio agio è la biblioteca di Scienze Storiche, un posto fantastico.
una tua esperienza negativa [una cosa che non ti piace, un luogo dove ti senti a disagio, un
episodio sgradevole che ti è capitato] di Bologna
Un episodio sgradevole è successo una sera, mentre tornavo a casa. Non era neanche tardissimo, erano le nove, ed ero in pieno centro, in via Marconi. Ero in bicicletta e mentre ero ferma al semaforo, ho visto una ragazza che corre inseguita da un uomo anziano. E’ stata una cosa pesantissima da vedere. Io ero pietrificata e non stava succedendo a me. Non sapevo cosa fare, non sapevo se andarle dietro, chiamare la Polizia. Non oso immaginare come si sentisse lei in quella situazione. Non era tardi, non era un luogo sperduto. Quindi se c’è una cosa che di Bologna non mi piace è la sicurezza, il fatto che le Amministrazioni pensino che per avere un posto sicuro bisogna avere un posto blindato. Invece, non è vero. Le cose spiacevoli accadono anche alle nove di sera. C’è una chiusura totale nei confronti delle attività che potrebbero aiutare le persone che vivono, lavorano o passeggiano anche alle nove di sera. Non serve una chiusura per migliorare le cose, serve un confronto come i bolognesi sono abituati a fare, ma che in questo contesto manca.
che cosa manca e che cosa vorresti in città
Io vengo da realtà che non mi hanno offerto tanto, quindi ho dovuto imparare a prendere il più possibile dove c’era davvero poco. Qui a Bologna sento poco la mancanza di qualcosa, perché ho tante cose che mi aiutano a crescere, a diventare la persona che voglio essere.
Se c’è una cosa che manca è la cura per la città. Bologna è una bella città e tutti se ne rendono conto ogni volta che si passeggia. Quello che manca spesso è la cura, il trattare Bologna come merita di essere trattata. Tante persone non si rendono conto di quello che hanno, del posto in cui vivono, quindi lo trattano male. Buttano cartacce per terra, ad esempio. Quando non impari a trattar bene un posto, lo tratti male sotto vari aspetti.
In città vorrei vedere più gente nelle strade e basta gente nei locali che non può uscire fuori, basta musica nei locali chiusi e non in piazza, basta uscire da un locale e trovare una strada deserta.
Vorrei vedere persone per strada e non i barboni soltanto. Voglio vedere i ragazzi, le persone anziane, i bambini per strada.
Io sono venuta da un posto in cui giocavo per strada. Non vedo mai un bimbo che giochi per strada, almeno in centro. Magari in periferia succede, ma io vivo in centro e non li vedo.
Vorrei che la città fosse vissuta anche sotto questo aspetto. Vorrei le strade popolate.
Nuova Agenda Politica delle Donne – parte quinta
Passano i giorni ed i post e mi avvicino a pubblicare le ultime interviste realizzate per la Nuova Agenda Politica delle Donne. Quella di oggi è la chiacchierata su Bologna con Enza Capobianco, digital pr della O-one srl ed una delle ragazze tecnologiche delle Girl Geek Dinners Bologna.
Come sempre, buona lettura!!!
Mi racconti:
una tua esperienza positiva [una cosa che ti piace, un luogo dove ti senti a tuo agio, un
episodio bello che ti è capitato] di Bologna
A Bologna ho vissuto diverse esperienze positive. Ormai sono dieci anni che vivo qui. Forse sono i momenti di aggregazione. Una esperienza positiva è stato il giorno in cui è venuto Beppe Grillo e ci siamo riuniti in piazza a parlare dei problemi dell’Italia. In quel momento ho sentito una forte energia a Bologna. E’ un episodio che mi è rimasto molto.
Un luogo dove mi sento a mio agio è Piazza Santo Stefano, forse perché è una delle piazze a cui sono maggiormente affezionata e dove succedono sempre delle cose belle, dai concerti agli incontri, dalla manifestazioni agli spettacoli di teatro. Per me è un punto di riferimento importante.
Un episodio bello è incontrare gente per strada. Bologna è famosa per questo, per la facilità di parlare con la gente, di interfacciarsi.
una tua esperienza negativa [una cosa che non ti piace, un luogo dove ti senti a disagio, un
episodio sgradevole che ti è capitato] di Bologna
Un luogo dove mi sento a mio disagio è la periferia, quando su un autobus vedo attorno a me solo volti di stranieri, quindi sento molto forte la ghettizzazione che a Bologna, forse si sente ancora poco rispetto a grandi città, però si sente. Quando salgo sull’autobus e vedo tanti stranieri, mi sento a disagio, ma perché non mi piace la ghettizzazione che si sta creando.
(Una cosa che non mi piace) Potrebbe essere le risse nei locali a tarda sera. Mi è capitato diverse volte di assistere a questi episodi e non è molto bello.
A Bologna non mi piace il fatto che ultimamente ci sia un controllo un po’ troppo marcato delle persone. Penso che questa cosa, se da una parte vuole essere una presa di posizione per renderla più vivibile e tranquilla, dall’altro comporti una reazione diversa, con rabbia e intolleranza. Se ci fosse un po’ più di confronto tra la Pubblica Amministrazione ed i cittadini, si potrebbe evitare quella rabbia di coloro che non accettano prese di posizione.
che cosa manca e che cosa vorresti in città
Da un punto di vista personale trovo che sia una città dove i trasporti pubblici vengano un po’ a mancare e che ci sia troppo traffico. Io vorrei che ci fosse un utilizzo maggiore delle biciclette, che ci fosse un po’ più di rispetto per l’ambiente e trovo che questo forse non c’è.
In città vorrei che Bologna ritrovasse un po’ la sua identità culturale che le apparteneva qualche anno fa. Trovo che ultimamente stia venendo un po’ a mancare, vorrei che i teatri aprissero di nuovo le loro porte con entusiasmo, vorrei che ci fossero più concerti e accessibili a tutti perché magari diventano solo d’elite. Vorrei che da un punto di vista culturale fosse attiva come lo era in passato, mentre oggi la sento un po’ più spenta.
Nuova Agenda Politica delle Donne – parte quarta
Archiviata la campagna elettorale meno entusiasmante degli ultimi anni (ad eccezione di alcune dichiarazioni poco felici, su tutte quella di Grillo su Vendola che il comico poteva francamente evitare) e a poche ore dalla nuova Giunta che governerà la città per i prossimi cinque anni, continuo nella pubblicazione delle interviste per la Nuova Agenda Politica delle Donne.
Quella di oggi è l’intervista a Cecilia Pedroni, digital Communication Consultant della O-one srl e animatrice del gruppo Girl Geek Dinners Bologna.
Buona lettura!!!
Mi racconti:
una tua esperienza positiva [una cosa che ti piace, un luogo dove ti senti a tuo agio, un
episodio bello che ti è capitato] di Bologna
Sono bolognese d’adozione nel senso che ho vissuto qui tutto il periodo universitario, poi sono emigrata a Milano, per tornare poi nel mio luogo di origine che è Reggio Emilia. Sono tornata di nuovo a Bologna per motivi di lavoro e mi ci sono trasferita in maniera stabile perché sono una di quelle che è stata adottata da Bologna e non è più riuscita ad andarsene in maniera definitiva tanto è vero che alla fine sono tornata.
Di Bologna mi piace la bolognesità, ovvero una sensazione che ho quando cammino per le strade di Bologna e che non ho provato da nessuna altra parte. E’ una forma di accoglienza non tanto delle persone, ma della città, dei muri, dei luoghi che mi hanno sempre accolta sin dall’inizio per motivi di studio.
Un luogo in cui mi sono sempre sentita a mio agio è il quadrato della piazza. Quando io sono in Piazza Maggiore, nonostante ci sia questo spazio libero che ti circonda, io mi sento fondamentalmente a casa.
Una cosa bellissima che mi è successa a Bologna è di aver incontrato delle persone completamente diverse, anche da me, dalla mia cultura, che erano qui per motivi di studio, di lavoro, e che ho continuato a frequentare, che ho avuto come parte della mia vita, anche a distanza di tanti anni. Anche l’esperienza con le Girl Geek mi ha permesso di mantenere un legame stretto con il territorio e con una grande passione che ho, che è quella della tecnologia.
una tua esperienza negativa [una cosa che non ti piace, un luogo dove ti senti a disagio, un
episodio sgradevole che ti è capitato] di Bologna
La lego più che altro ad un periodo. Quando alla fine degli studi ho deciso di andare via, è stato proprio perché secondo me, tra il 2003 ed il 2004, c’è stato il picco in caduta. Al di là di quello che può essere il degrado, si è determinata una forma di chiusura a causa della paura dei bolognesi. Non ho più sentito per un periodo questa forma di tranquillità ed accoglienza nel camminare per Bologna. Infatti, un’esperienza negativa che ho avuto – e che non mi era mai successa – è stata quella di entrare in un negozio e di trovare una persona scortese e sgarbata. Io ho sempre ricordato dei pomeriggi passati a Bologna, anche della mia adolescenza quando venivo in Montagnola da Reggio Emilia, il sabato pomeriggio in treno, e quando tornavo a casa raccontavo che a Bologna i commercianti anche con i ragazzini erano simpatici, anche se entravamo solo per chiedere delle informazioni e non compravamo niente, perché alla fine eravamo più curiosi che non con la possibilità di acquistare qualcosa. A distanza di anni, invece, purtroppo mi è successo, per la prima volta, un paio di anni fa, di entrare in un negozio ed essere trattata in maniera sgarbata semplicemente perché ero con un bambino piccolo, mio nipote, che toccava tutto quello che vedeva. Cosa che non mi è mai successa a Bologna. Quindi forse questa forma di rabbia che c’è da parte delle persone è un qualcosa che si è generato nel tempo, che prima qui non c’era.
che cosa manca e che cosa vorresti in città
Manca la voglia da parte delle persone in questo momento di mettersi in discussione da un punto di vista della quotidianità e, invece, vorrei che ritornasse questa voglia di collaborazione per far crescere Bologna perché una cosa che manca concretamente per me in questo momento è la musica. Io sono una musicista e per dieci anni a Bologna ho suonato tre sere a settimana, poi improvvisamente, alla fine del 2003, un po’ per fastidi, un po’ per noia, un po’ la crisi perché i musicisti vanno pagati, si è spenta questa voglia di trovare una soluzione. Quindi, una cosa che vorrei sicuramente è che i bolognesi ed anche i non – anche solo chi ci vive e che ha fatto sua Bologna – ritrovassero la voglia di creare degli spazi comuni nei quali fare delle cose belle. Sono stata adesso all’Urban Center per trovare uno spazio per la riunione delle Girl Geek e piacevolmente l’ho trovato pieno. Mi fa piacere il fatto di non aver trovato posto e di aver scelto di andare in un locale perché lì era pieno di gente che faceva mille cose: chi leggeva il giornale, chi un libro, chi lavorava al computer, chi stava studiando. Dovrebbero essere molti di più questi spazi anche perché c’erano bolognesi, extracomunitari, persone anziane. E’ un qualcosa che vorrei si ripetesse.
Nuova Agenda Politica delle Donne – parte terza
Inganniamo l’attesa verso queste elezioni amministrative con la pubblicazione della mia terza intervista per la Nuova Agenda Politica delle Donne, che ora potete leggere qui.
A parlare di Bologna, tra passato e futuro, è Daniela Bortolotti, blogger nota come Ladradicaramelle e Girl Geek dello staff GGD Bologna.
Mi racconti:
da quanto tempo vivi/lavori/studi a Bologna [se si valuta che si può: ad es. per chi viene da una altro luogo: perché sei venuta qui, cosa ti aspettavi quando sei arrivata]
Daniela Bortolotti, trentaquattrenne, bolognese. Da quanto tempo vivo, studio, lavoro a Bologna? Da tutta la vita. Sono bolognese da oltre dieci generazioni, per cui sono quella che si dice la bolognese doc. Di genitori bolognesi, di nonni bolognesi e via così. Mi occupo di informatica e sono un commerciale di soluzioni informatiche presso un application service provider di Bologna. E’ una azienda che ha una vita lunga. C’è più di vent’anni e da quasi vent’anni ci lavoro io perché, a differenza del bolognese medio o di chi viene a Bologna per studiare, io non ho fatto l’Università. Mi sono diplomata nel luglio del 1994 e a settembre ho iniziato a lavorare presso l’azienda nella quale lavoro tuttora. Sono arrivata lì con mansioni semplici, poi le cose si sono evolute fino a diventare socia dell’azienda ed ho la mia parte di responsabilità.
di che cosa ti occupi, cosa fai, quali sono i tuoi interessi [se si valuta che si può: con chi vivi e dove, es. in un appartamento in condivisione, da sola, con la famiglia d'origine, con la madre anziana, con i figli ecc.]
I miei interessi sono principalmente la mia famiglia. Io ho un compagno e due gatti con i quali vivo che sono la mia famiglia. Senz’altro, subito dopo, vengono la letteratura, perché sono anche una scrittrice, l’anno prossimo è prevista la pubblicazione del mio primo romanzo, e sono anche una lettrice nel senso che ho fatto una serie corsi di lettura espressiva e quindi faccio reading nelle più svariate occasioni. Ovviamente la tecnologia è un’altra parte imprescindibile della mia vita, però non la metto a livello di una passione, perché la tecnologia va di pari passo con la mia vita. Quindi tutto ciò che io faccio ha un lato analogico ed uno tecnologico, cioè digitale. Perché comunque la mia vita è sia on line che off line, sono parallele.
Tu lo switch off non lo fai (ndr)? Mai.
Per quanto riguarda le mie passioni tecnologiche sicuramente il gruppo Girl Geek Dinners di cui ha parlato Linda, ma anche moltissimo il mio blog che ho da sette anni ed altri blog della cui redazione faccio parte. Sono blog politici oppure di gossip. E’ un po’ trasversale la mia presenza sul web, ma molto radicata e soprattutto da tanti anni, anche perché ho cominciato a navigare intorno al 1998 per cui è un bel pezzo che mi si sente nominare. Il mio alter ego virtuale è Ladra di Caramelle, così come si chiama il mio blog.
mi racconti una esperienza positiva [una cosa che ti piace, un luogo dove ti senti a tuo agio, un episodio bello che ti è capitato] di Bologna
Di Bologna mi piace la storia, passata e abbastanza recente e, quando intendo recente, mi fermo al massimo agli anni Ottanta. Mi piace l’eleganza perché Bologna è una città elegante, una bella città, con delle belle persone, con tante belle cose da insegnare e da mostrare all’estero, ai nostri concittadini italiani, a tutti. L’eleganza, la storia e la cultura. Bologna la dotta, l’Università e tutto ciò che può essere arte, culla della letteratura e culla di tutte le cose artistiche nell’accezione più totale del termine.
Una esperienza positiva in particolare? A Bologna ci vivo da sempre, quindi tutte le mie esperienze positive sono legate a questa città in un modo o nell’altro. Tutta la mia vita ruota attorno a Bologna. Posso dire che per me una cosa molto bella di Bologna è la cultura, come ho già detto. Una manifestazione molto bella che arricchisce, secondo me, la città è “Bologna ad alta voce” e questa potrebbe essere la mia esperienza positiva. Io da tanti anni faccio volontariato e registro i libri per i non vedenti, per l’Unione Italiana Ciechi, e da tanti anni partecipo a questa manifestazione. L’aver potuto partecipare come lettrice alla manifestazione è sicuramente una cosa che mi ha fatto molto piacere e che mi ha dato tanto a livello umano.
una tua esperienza negativa [una cosa che non ti piace, un luogo dove ti senti a disagio, un episodio sgradevole che ti è capitato] di Bologna
Le mie esperienze negative a Bologna purtroppo sono tutte legate all’ultimo periodo, nel senso che per me è stato abbastanza traumatico non avere un Sindaco, passare un periodo in cui non abbiamo un Sindaco che amministra la città. Abbiamo un tecnico eccezionale, che la sta amministrando bene, ma non è un Sindaco, per cui manca la componente fondamentale che lega un uomo politico alla città che amministra, cioè l’amore. E quindi è una mancanza che noi bolognesi sentiamo un sacco nella praticità, ma anche a livello di sentimento. Questa è sicuramente l’esperienza più negativa che ho avuto con la città.
cosa è cambiato nel tempo: che cosa c’era e non c’è più, che cosa non c’era e c’è, una cosa migliorata, una cosa peggiorata
C’era la vita notturna e non c’è più. Mi dispiace. Quello che mi chiedo è perché i “biasanot” degli anni Sessanta facevano le tre di notte e, dato per assioma che le tre di notte sono sempre le tre di notte oggi e negli anni Sessanta, perché oggi non ci sono più. Bisogna farsi un sacco di domande e capire dove finisce il diritto al riposo e dove comincia l’intolleranza. Questo è un concetto a cui tengo molto.
Cosa non c’era e c’è? Non c’erano i biglietti sull’autobus sicuramente, non c’era il degrado, che in effetti c’è. E’ una questione spinosa. C’è poco rispetto per la città. C’è disaffezione per la città. Non c’era una forma di maleducazione nei confronti della città intesa come polis e adesso c’è.
Una cosa migliorata? Ci siamo senz’altro modernizzati, lentamente arriviamo un po’ quasi dappertutto dal punto di vista tecnologico. A me piace che Bologna sia più cosmopolita di un tempo perché, secondo me, le differenze arricchiscono. Io ho piacere quando vedo un turista o uno straniero che si sia inserito nella nostra comunità, ho piacere che abbiano scelto Bologna.
Sulla cosa peggiorata penso ci sia l’imbarazzo della scelta. Senz’altro la politica di Bologna è peggiorata, come l’Amministrazione, gli amministratori che non sono più politici, ma dei semplici impiegati, con tutto il bene che voglio agli impiegati visto che lo sono anch’io. Ma per fare politica ci vuole un po’ più di cuore, di sangue nelle vene.
conosci un progetto, una proposta, una esperienza che ti sembra importante e di cui ci vuoi raccontare
Linda ha già parlato del progetto Girl Geek Dinners, a cui tengo molto anche io. Io sto partecipando a vari progetti. Fra questi due sono molto importanti. Uno è la costruzione di svariate, perché non sappiamo ancora il numero preciso, serre fotovoltaiche con il patrocinio dell’Università e dell’Unione delle Camere di Commercio. E’ un progetto a lungo termine che prevede interventi nell’hinterland. E’ senz’altro una cosa in cui credo molto perché credo molto nel potere delle energie rinnovabili. E’ un investimento miliardario, parlando delle vecchie lire, ed è un progetto a cui sto lavorando materialmente scontrandomi con tutta la burocrazia del caso perché fanno sì che alle persone passi la voglia di fare le cose per bene per migliorare.
Un altro progetto a cui tengo molto è quello del recupero delle aree dismesse a fronte della possibilità di creare in esse spazi permanenti per i laboratori del settore creativo. E’ un progetto che sto portando avanti assieme a Salotto Precario e spero che con l’aiuto di uno schieramento politico che ci appoggia spero si possa parlare in questo senso già a partire dal 2011.
cosa vorresti che cambiasse
Niente perché alla fine una persona che ami, la ami per quel mix di pregi e difetti che la rendono unica per cui di Bologna non cambierei niente.
cosa vorresti che ci fosse
La banda larga dappertutto. E poi Sindaco e qualcuno che si compri il Bologna e se lo tenga.
Nuova Agenda Politica delle Donne – parte seconda
Seconda intervista per la Nuova Agenda Politica delle Donne.
Dopo quella a Francesca Sanzo, che potete leggere qui, ecco la trascrizione della mia chiacchierata con Linda Serra, digital strategist della O-one srl e animatrice del gruppo Girl Geek Dinners Bologna.
Intanto, lo scorso sabato, come vi anticipavo nel post precedente, si è tenuto l’OST – Open Space Tecnology che ha prodotto un documento presentato ieri pomeriggio ai candidati sindaco.
In attesa della pubblicazione on line del documento, vi consiglio le riflessioni che Lucia Manassi ha scritto per Server Donne.
Buona lettura e alla prossima puntata!!!
Mi racconti:
da quanto tempo vivi/lavori/studi a Bologna [se si valuta che si può: ad es. per chi viene da una altro luogo: perché sei venuta qui, cosa ti aspettavi quando sei arrivata]
Vivo a Bologna dal 1995. Sono nata a Cosenza e sono venuta a Bologna per motivi di studio, come tanti. Sono andata via per lavoro e per studio da Bologna, ma sono sempre tornata con piacere. Adesso mi occupo di nuove tecnologie. Tra l’altro mi sono specializzata in ricerca e sviluppo tecnologico grazie ad una borsa di studio proprio di Aster, qui di Bologna, fatto con un fondo sociale europeo per l’innovazione tecnologica femminile. Questo master mi ha portato a studiare a Bologna, Reggio Emilia, Lussemburgo. Sono sempre tornata a Bologna e adesso mi occupo di nuove tecnologie, in particolare sono un digital strategist, quindi mi occupo di fare progetti di comunicazione digitale sui nuovi media, quindi social network, blogosfera.
di che cosa ti occupi, cosa fai, quali sono i tuoi interessi [se si valuta che si può: con chi vivi e dove, es. in un appartamento in condivisione, da sola, con la famiglia d'origine, con la madre anziana, con i figli ecc.]
I miei interessi sono tanti. Le nuove tecnologie sicuramente, lo sport, la letteratura, l’arte soprattutto – anche questa cosa che mi ha tenuto molto legata a Bologna – e la musica. Sono molto appassionata di musica.
mi racconti una esperienza positiva [una cosa che ti piace, un luogo dove ti senti a tuo agio, un episodio bello che ti è capitato] di Bologna
Tante, in realtà. Uno dei miei primi ricordi di Bologna è legato ai fumetti, un’altra mia passione. Qui a Bologna sono riuscita a trovare dei numeri rarissimi di un fumetto che collezionavo e li ho trovati in via Zamboni, dove c’era una edicola (adesso c’è ancora, ma non è più la stessa edicola) e dove c’era un signore anche lui appassionato di fumetti. Aveva tutti questi fumetti vecchissimi e io era una cosa che cercavo come rarissima. Invece, lui mi disse: “Quale ti manca?” perché lui li aveva. Questo è un episodio particolare a cui sono particolarmente affezionata, perché io ero emozionatissima di avere questi fumetti. E’ comunque un modo che ha accompagnato la mia esperienza bolognese, perché anche all’Università (sono laureata in Giurisprudenza) ho trovato i professori sempre disponibili. Invece sentivo i racconti dei colleghi che studiavano fuori ed i professori erano inavvicinabili. Invece a Bologna c’è stato questo contatto umano che è sempre stato un valore aggiunto alla vita quotidiana di tutti.
una tua esperienza negativa [una cosa che non ti piace, un luogo dove ti senti a disagio, un episodio sgradevole che ti è capitato] di Bologna
Una volta, ero piccola, ero qui a Bologna con i miei genitori. Chiesi una informazione ad una signora in via Indipendenza. Disse: “Da dove venite?” e, quando io le risposi che venivamo dalla Calabria, la signora si fece il segno della croce e scappò via.
Un altro ricordo brutto è accaduto d’estate. Ero in via del Pratello e c’erano i carabinieri in assetto antisommossa che facevano su e giù per vedere chi beveva fuori dai locali. Tornai a casa abbastanza avvilita perché ero stata abituata a Bologna a stare per strada. Si dice che i bolognesi stanno a casa e questo è un detto che ho imparato negli anni. Non è vero perché sono stati abituati a stare fuori, nelle osterie, a girare per le strade. E’ così bella Bologna che è bello star fuori. Mi ricordo che quella volta provai amarezza.
cosa è cambiato nel tempo: che cosa c’era e non c’è più, che cosa non c’era e c’è, una cosa migliorata, una cosa peggiorata
C’era una atmosfera più festaiola, soprattutto nella zona universitaria. Quando sono arrivata qui, Bologna mi ricordava Londra. Io da ragazzina ho viaggiato tantissimo, ho studiato all’estero e in via Zamboni c’erano feste, laboratori occupati. Era proprio una officina culturale vivissima. E’ a Bologna che devo gran parte del mio background, soprattutto questa passione per le nuove tecnologie, l’arte e la musica. Io ho vissuto a Bologna delle esperienze in questo campo: c’erano artisti, laboratori sperimentali di arte. Questo non c’è più. C’è molto meno.
Cosa non c’era e cosa c’è? Di sicuro ci sono tantissimi franchising e meno botteghe. Una cosa migliorata rispetto a prima? Non mi viene in mente nulla. Forse è che puoi fare il biglietto sull’autobus. Prima non c’era e allora spesso non prendevi l’autobus perché non sapevi dove comprare il biglietto. E’ una cosa che non c’è in nessuna altra città. Una cosa peggiorata? Le strade vuote. Perché una cosa bellissima di Bologna che io ricordo è che uscivi, un po’ come a New York, a qualunque ora del giorno e della notte e c’era sempre gente alla fermata dell’autobus, che passeggiava. Invece adesso esci e a volte senti il rumore dei tuoi passi. Tutta quella vita adesso non c’è più.
conosci un progetto, una proposta, una esperienza che ti sembra importante e di cui ci vuoi raccontare
Io faccio parte del team Girl Geek Dinners Bologna. Siamo donne appassionate di tecnologie e nuovi media. Promuoviamo l’emancipazione della donna attraverso le nuove tecnologie. Questo progetto è nato a Bologna, ma viene da lontano. Nel senso che è nato in Inghilterra, poi in Italia a Milano. Io ed altre ragazze l’abbiamo portato a Roma, poi a Bologna. Siamo un gruppo di ragazze appassionate, facciamo degli eventi in cui cerchiamo di coinvolgere le donne appassionate e non attraverso le nuove tecnologie. E’ un progetto che mi è caro e sta crescendo soprattutto qui a Bologna perché a Bologna, come dicevo, troviamo terreno fertile, curiosità. E’ un territorio ricettivo perché, checchè se ne dica, Bologna, dal punto di vista della cultura, è veramente un territorio fertile che comunque coglie delle opportunità e questo lo è sempre stato. A Bologna, se riesci ad interessarti, hai delle opportunità che altrove non hai. Proprio ieri parlavo con una persona che viene da Milano di un altro progetto che spero di realizzare qui a Bologna. Mi ha detto: “In un giorno a Bologna sono riuscito a concretizzare qualcosa, a Milano sono tre anni che ci provo e mi chiudono le porte in faccia”. Lui era veramente strabiliato. A Bologna se hai delle idee, se riesci, soprattutto, a sfruttare il territorio, Bologna ti dà delle possibilità.
cosa vorresti che ci fosse
Vorrei che ci fosse la banda larga per tutti in tutta la città, che ci fosse cultura informatica per tutti i cittadini perché credo nella rete e credo che la rete sia la più grossa forma di emancipazione dell’individuo. Vorrei che ci fossero più concerti, più occasioni culturali come un tempo che è la cosa che mi ha poi entusiasmato appena sono arrivata a Bologna.
Un tag è per sempre
Quelli che…hanno paura della Rete perché è democrazia, pluralismo, informazione senza intermediazioni.
Lo scorso sabato, come già preannunciato qui, ho partecipato al #GGD8Bologna[camp], il barcamp delle Girls Geek di Bologna realizzato con la partecipazione di TagBoLab.
Cosa resta di quella lunga e densa giornata dedicata al tema “Chi ha paura della rete”? Cerco di restituire in forma di tag i tredici modi diversi (in ordine di speech) utilizzati per declinare il tema: lavoro, studenti, regime, giornalismo investigativo, musei, accessibilità, giornalismo partecipativo e politica (questo il mio intervento che trovate qui), pubblica amministrazione, editoria, aziende, terremoto e persecuzione.
Nessuna retorica, tanto entusiasmo, un dibattito appassionato e appassionante.
Nota a margine
Ringrazio le Ggd per l’accoglienza e chi mi ha twittato come “Chiara” o “Maria” Cinquepalmi. Sono 34 anni che assisto con pazienza alle più surreali trasformazioni di nome e cognome. Questa, però, potrebbe essere una storia da approfondire in un altro post.
Io non ho paura
Sabato 13 novembre non sarà un sabato qualunque, un sabato italiano (avanti, fischiettate pure il resto della canzone!!!), ma sarà un sabato da paura per chi…ha paura di Internet. E’ questo il tema del #GGD8Bologna[camp] , il barcamp delle Girls Geek di Bologna realizzato con la partecipazione di TagBoLab, che si terrà all’Urban Center di Piazza Nettuno dalle ore 12 alle 19.
Il titolo è “Chi ha paura della rete”. Simbolo dell’innovazione tecnologica, della libertà d’espressione e della giusta informazione, la rete incarna, per molti, anche l’idea del pericolo, del rischio. Quali sono i motivi per i quali la rete è temuta e chi ne ha veramente paura? L’ottava Girl Geek Dinner Bologna cercherà di rispondere a queste domande.
Insieme a me ci saranno (rullo di tamburi) Francesca Sanzo, fondatrice di Donnepensanti.it, Leda Guidi, project manager di Iperbole, Valeria Bigongiali, Alessandra Farabegoli, Monique e Marta di Terremoto09, Francesca Fabbri e molte altre.
“Io non ho paura. Chi rema contro la Rete” è il titolo del mio intervento. Cercherò di spiegare come nel nostro Paese politica e giornalismo ( i media tradizionali, in particolare) siano responsabili del digital divide: da provvedimenti come la legge bavaglio, il decreto Pisanu (è di oggi la notizia che non verrà rinnovato dando così il via libera alla liberalizzazione del wi-fi) o l’emendamento d’Alia al citizen journalism e ai blog di informazione, questi ultimi accolti non proprio con favore da certa stampa.
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