Nonvogliomicalaluna

(Anti)corpi: mamme e pubblicità tra sessismo e stereotipi

Posted in Eva contro Eva by maracinquepalmi on gennaio 3, 2013

Guardare la pubblicità con occhi diversi. E’ quello che ho iniziato a fare poco dopo essere diventata mamma. Per me quell’esperienza è stata uno spartiacque, ha segnato un prima e un dopo che mi ha fatto crescere.

Da divoratrice di giornali quale sono (e non solo per motivi professionali) ho cominciato a guardare con occhi diversi la pubblicità, soprattutto quella che ha per protagoniste le donne e, in particolare, le mamme ed i bambini. Ho cominciato a scriverlo su questo blog, poi ho deciso di raccogliere i post e ampliare la riflessione in un lavoro, “(Anti)corpi:mamme e pubblicità tra sessismo e stereotipi“, che pubblico oggi per la prima volta, ma che ho avuto modo di anticipare in alcune occasioni (a Foggia nel febbraio 2010 durante una iniziativa del circolo La Merlettaia e a Bologna nel giugno 2012 durante la tavola rotonda del convegno Culture Politics Gender).

In questo mio percorso devo molto a Loredana Lipperini e al suo “Ancora dalla parte delle bambine”, a Sandra Puccini e al suo “Nudi e crudi. Femminile e maschile nell’Italia di oggi”, a Giovanna Cosenza e al suo blog DIS.AMB.IG.UANDO. A diverso titolo sono state la mia cassetta degli attrezzi per approfondire alcuni aspetti legati alla presenza delle donne in pubblicità e dei linguaggi che una certa pubblicità utilizza. Inoltre, il blog mi ha messo in contatto con altre donne, attive in Rete sul tema della questione di genere: UDI, Francesca Sanzo, Donne Pensanti, Un altro genere di comunicazione, Vita da streghe, solo per citare alcune.

Come è già successo per Comuni di carta, anche questo non lo considero un lavoro finito. Spero che  questo blog ospiti le riflessioni, i suggerimenti e le critiche di chi avrà voglia di leggere queste pagine.

(Anti)corpi: mamme e pubblicità tra sessismo e stereotipi - la mia ricerca

Nuova Agenda Politica delle Donne – parte prima

Posted in Dauovaedalatte by maracinquepalmi on aprile 29, 2011

Un lavoro lungo 7 mesi, 139 donne intervistate (94% italiane, 6% straniere), 45 anni l’età media, studentesse, lavoratrici, pensionate, precarie, operaie, insegnanti, professioniste, artiste il loro profilo professionale.

E’ da qui che nascerà la Nuova Agenda Politica delle Donne, il lavoro che ha messo insieme nel Centro delle Donne un gruppo di singole di diverse età, idealità, formazione, competenze e professioni impegnato in un processo partecipato.

Nuova Agenda - spiegano le promotrici - perché nel 2003/2004 ne fu costruita una, Una Città Desiderabile, che coinvolse tante donne differenti, fu diffusa in migliaia di copie e presentata ai candidati sindaci. Obiettivo del percorso partecipato è quello di tradurre idee e principi della prima Agenda in concreti progetti da presentare a chi si candida al governo cittadino, da negoziare e monitorare in seguito affinché quel governo assuma il punto di vista di genere e faccia tesoro dell’elaborazione e delle pratiche attuate negli anni da moltissime donne capaci e attive.

Ho fatto parte anche io di questo gruppo e in attesa di partecipare domani, sabato 30 aprile,  all’OST – Open Space Tecnology, l’incontro aperto alle donne per ripensare la città che cambia, uso il mio blog per pubblicare le interviste che ho realizzato.

Quando lo scorso novembre ci siamo divise i compiti, ho proposto di intervistare le donne appassionate di tecnologia che vivono sotto le Due Torri: Francesca Sanzo, Cecilia Pedroni, Linda Serra, Daniela Bortolotti, Enza Capobianco, Giulia Lippolis. Ero sicura che avrebbero restituito uno sguardo particolare sulla città.

Comincio con la pubblicazione della (fedele) trascrizione dell’intervista a Francesca, conosciuta in rete come Panzallaria e ideatrice dell’Associazione Donne Pensanti.

Un particolare ringraziamento a Raffaella Lamberti, che mi ha coinvolto nel progetto, Fernanda Minuz e Giovanna Casciola.

Buona lettura!!!

Mi racconti:
una tua esperienza positiva [una cosa che ti piace, un luogo dove ti senti a tuo agio, un episodio bello che ti è capitato] di Bologna

Nella gestione di una bimba di quasi quattro anni, in un periodo di grande crisi per la scuola, con i genitori della classe, abbiamo creato una rete solidale per aiutare l’asilo in un momento di difficoltà in cui mancano tante cose. Per esempio acquistiamo libri piuttosto che cerchiamo di proporre ognuno secondo le proprie specificità, le proprie inclinazioni, delle cose per contribuire al programma, a migliorarlo, a rendere più interessante, più ricco e più vario, anche se non c’è il portato economico. Credo sia una esperienza di solidarietà bella, anche nell’ambito del quartiere e direi che questa è una cosa bella, che mi piace e mi fa essere contenta di essere bolognese.

Un luogo dove mi sento a mio agio? Mi piace molto Sala Borsa. Mi piace perché è una biblioteca che ha più dimensioni, una tipologia di dimensione che mi appartiene molto, quella della lettura, ma anche un luogo non così tanto istituzionale. Cioè la lettura alla portata di tutti.

Una tua esperienza negativa [una cosa che non ti piace, un luogo dove ti senti a disagio, un episodio sgradevole che ti è capitato] di Bologna

Un episodio sgradevole mi è capitato di recente e mi è molto dispiaciuto. E’ un po’ il contraltare sulla solidarietà di cui parlavo prima. Lavoro in una struttura ospedaliera con un accesso non facile, l’ospedale Rizzoli, e mi è capitato di offrire un passaggio ad una signora anziana che aveva bisogno di arrivare all’ospedale. Io ero in macchina, l’ho vista sbracciarsi. Mi sono fermata e la signora mi ha detto “Ho una protesi all’anca, sono stata operata da poco ed è mezz’ora che mi sto sbracciando, ma nessuno si è fermato”. Erano le nove del mattino e passavano tante macchine. Questa cosa mi è dispiaciuta molto. L’ho trovata molto triste.

Che cosa manca e che cosa vorresti in città

A livello culturale c’è tanta offerta, ma non è molto valorizzata da un punto di vista generale. Esistono già dei luoghi, appunto come Sala Borsa, ma mi piacerebbe che si prestasse più attenzione alla tantissima offerta che arriva dai luoghi non istituzionali, e che fa molto bene a Bologna e può essere fruita da tutti. Questo credo che sia un po’ una mancanza in questo momento, ma che in passato c’era. Più luoghi anche liberi, cioè non a pagamento. Un tempo queste cose c’erano. Quando io avevo vent’anni c’era più possibilità anche per i giovani di andare in luoghi che non fossero strettamente a pagamento e potersi divertire.

Io non ho paura

Posted in Ciao, sono io, Dauovaedalatte by maracinquepalmi on novembre 5, 2010

 Sabato 13 novembre non sarà un sabato qualunque, un sabato italiano (avanti, fischiettate pure il resto della canzone!!!), ma sarà un sabato da paura per chi…ha paura di Internet. E’ questo il tema del #GGD8Bologna[camp] , il barcamp delle Girls Geek di Bologna realizzato con la partecipazione di TagBoLab, che si terrà all’Urban Center di Piazza Nettuno dalle ore 12 alle 19.

Il titolo è “Chi ha paura della rete”. Simbolo dell’innovazione tecnologica, della libertà d’espressione e della giusta informazione, la rete incarna, per molti, anche l’idea del pericolo, del rischio. Quali sono i motivi per i quali la rete è temuta e chi ne ha veramente paura? L’ottava Girl Geek Dinner Bologna cercherà di rispondere a queste domande.

Insieme a me ci saranno (rullo di tamburi) Francesca Sanzo, fondatrice di Donnepensanti.it, Leda Guidi, project manager di Iperbole, Valeria Bigongiali, Alessandra Farabegoli, Monique e Marta di Terremoto09, Francesca Fabbri e molte altre.

Io non ho paura. Chi rema contro la Rete” è il titolo del mio intervento. Cercherò di spiegare come nel nostro Paese politica e giornalismo ( i media tradizionali, in particolare) siano responsabili del digital divide: da provvedimenti come la legge bavaglio, il decreto Pisanu (è di oggi la notizia che non verrà rinnovato dando così il via libera alla liberalizzazione del wi-fi) o l’emendamento d’Alia al citizen journalism e ai blog di informazione, questi ultimi accolti non proprio con favore da certa stampa.

SenzaDonne

Posted in Eva contro Eva by maracinquepalmi on ottobre 6, 2010

SenzaDonne…il mondo sarebbe incompleto (ma non perché siamo l’altra metà del cielo),

SenzaDonne…l’economia non girerebbe (ma non perché siamo malate di shopping),

SenzaDonne…le università avrebbero meno laureati (ma non perché aspiriamo ad acconciarci con la corona d’alloro),

SenzaDonne…il welfare sarebbe soltanto un modo di dire per economisti.

SenzaDonne è un blog, promosso da Francesca Sanzo, Manuela Cervetti e Stefania Boleso, tre donne con esperienze e percorsi di vita diversi le cui strade (anche telematiche), a un certo punto, si sono incrociate. Il blog nasce, infatti, dalle discussioni sulle tematiche di genere scaturite all’indomani dell’omonima puntata del programma tv Presadiretta.

Nonvogliomicalaluna aderisce e sostiene SenzaDonne perché dalla rete possa nascere un momento di discussione, di riflessione e di proposte sulle politiche di genere in Italia.

Per fare il Sindaco ci vuole…: a voi la parola

Posted in Dauovaedalatte by maracinquepalmi on luglio 28, 2010

Dopo la pubblicazione del post Per fare il Sindaco ci vuole… ho ricevuto alcuni contributi che pubblico qui di seguito per dare spazio anche a chi ha partecipato alla discussione inviandomi una mail o parlandone su Facebook:

#1

Cara Mara, come è vero quello che hai scritto. Comunque per me per fare il Sindaco ci vuole prima di tutto la consapevolezza che viviamo in un società di donne e di uomini, che le donne non sono solo quelle che si esibiscono con borse griffate davanti al palazzo di giustizia, ma sono quelle che sanno perfettamente come muoversi onestamente nella vita.

# 2

Cara Mara…onestamente mi convince poco. Non credo che ci sia o ci possa essere un sindaco (o qualcosa d’altro) “per” le donne. Tu chiedi servizi sociali. Giusto. Servono. Ma perché alle donne? Servono alla famiglia o, per essere più precisi, alla sociale convivenza. Che poi in Italia e in altre parti del mondo (ma non dappertutto) vengano scaricati solo sulle donne è un dato di fatto triste, ma non incontrovertibile.Una donna è qualcosa di più, in genere, e come genere…e se qualcuna presa dalla polemica (che pure fa parte di noi) e magari da personali mal di pancia stradice…lo metterei nei difetti complessivi di questo nostro moderno modo di far politica.

Inoltre, su Facebook altri mi hanno scritto cose molto interessanti che potete leggere qui  e c’è stato uno scambio di battute con la Fabbrica di Bologna e Francesca Sanzo di Donne Pensanti che trascrivo per comodità (la discussione è consultabile nella pagina della Fabbrica):

Fabbrica di Bologna

La risposta politically correct al tuo gradito manifesto in favore di una politica per le donne è: quanto hai ragione! siamo certamente a favore di una politica per le donne (chi non lo è a parole?), eppoi guarda l’elenco dei promotori di F…aBo, le donne sono pari agli uomini ecc ecc.
Come Fabbrica però vogliamo essere più concreti: politica per le donne = politica per la famiglia e per favorire il lavoro femminile. Le due cose richiedono entrambe servizi sociali (magari anche una politica per la casa): più posti asilo e servizi di babysitteraggio, ma anche servizi per gli anziani (spesso a carico delle donne come dici), i buoni vecchi centri sociali (dove vanno gli anziani rimasti soli?) ecc. Questi servizi, se correttamente funzionanti, già possono rimuovere molti ostacoli al lavoro femminile (quante donne rinunciano a lavorare perché costa più la baby sitter di quanto guadagnerebbero con un normale stipendio?). Ma per essere concreti è bene essere sinceri: non c’è molta trippa per gatti (e sempre meno uova nei tortellini…), i soldi in servizi se li mangia la manovra finanziaria, come è noto. E allora cosa potrà fare un sindaco? Dovrà tenere fermi questi principi e fare delle politiche sociali il centro della sua azione; dovrà trovare soluzioni creative a costo zero o quasi: fare rete, coinvolgere associazionismo mettendo a disposizione spazi (quanti spazi sfitti ha il Comune?), creare un ufficio di coordinamento che eviti duplicazioni di interventi (si è visto anche questo) vanificando sforzi lodevoli e positivi di tanti volontari. Insomma, questo potremo proporre al futuro candidato, a te che sembra?

Mara Cinquepalmi l’idea mi piace e spero che il mio “manifesto” possa innescare un confronto anche al di fuori della rete per confrontarsi con le forze politiche e la società civile.

Francesca Sanzo leggo con piacere le proposte di Fabbrica. Come Presidente di donne pensanti.net sono venuta a presentare le mie proposte alla fine di maggio, al baraccano e spero che arrivino davvero anche al futuro sindaco, perché c’è un gran bisogno di segnali e di politiche che sradichino i troppi stereotipi. La nostra proposta l’ho scritta anche qui: http://www.donnepensanti.net/2010/06/una-proposta-per-lamministrazione-di-qualsiasi-citta-italiana-contrastiamo-gli-stereotipi-con-la-comunicazione-positiva/

Fabbrica di Bologna sul nostro sito tutti possono vedere Francesca durante il nostro primo incontro (sezione Video)

E allora…a voi la parola.

Io promuovo il rispetto

Posted in Eva contro Eva by maracinquepalmi on luglio 16, 2010

Nonvogliomicalaluna aderisce a “Io promuovo il rispetto”, l’appello contro i femminicidi lanciato da Nadia Somma, Marika Borrelli e Francesca Sanzo.

L’appello, nato dopo i recenti fatti di cronaca che hanno avuto per protagoniste donne uccise dai compagni, intende promuovere la cultura del rispetto, affinché una diffusa sensibilità sul VALORE delle PERSONE che non sono cose da POSSEDERE sia una speranza di cambiamento.

Io promuovo il rispetto. E tu?

Donne che pensano. Di nuovo.

Posted in Eva contro Eva by maracinquepalmi on giugno 30, 2010

Stamattina su Repubblica on line si parla di donne. E che donne!!!

Un articolo è dedicato a Donne Pensanti , il network bolognese, fondato da Francesca Sanzo, sul web più nota come Panzallaria, che propone alternative al modello univoco di donna diffuso oggi nel nostro Paese, un altro parla di Di nuovo , il manifesto dell’anti-velina che ha tra le sue promotrici la regista e scrittrice Cristina Comencini.

Peccato che lo stesso quotidiano, sempre oggi, dedichi uno spazio al dilemma delle celebrità tacco a spillo vs ballerine  ed uno alla prima uscita di Elisabetta Canalis in costume, cosa che avrebbe scatenato i commenti dei blog americani.

Io non ci sto

Posted in Eva contro Eva by maracinquepalmi on maggio 20, 2010

Nonvogliomicalaluna aderisce alla campagna Io non ci sto. Per una tv libera dagli stereotipi , promossa da Maria Grazia VerderameUn altro genere di comunicazione, Francesca SanzoDonne Pensanti, Giorgia VezzoliVita da streghe e Lorenza Garbolino Una nuova Era.

La campagna consiste in una mobilitazione pacifica e con gli strumenti del dialogo e dell’approfondimento per dire NO al programma tv “La pupa e il secchione” e al degrado televisivo imperante.

Fino al 25 maggio si può sostenere Io non ci sto partecipando alla mail bombing alla redazione de “La pupa e il secchione”.

Gli stereotipi di quel programma  non mi piacciono e lo voglio dire agli autori.

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