Nonvogliomicalaluna

Siamo tutti mamme

Pubblicato in Pensieri e parole da maracinque il maggio 7, 2011

Ci vuole un bel coraggio ad essere mamme di questi tempi.

Io  mi festeggio segnalando due notizie.

La prima. Un documentario sull’essere mamme nel nostro Paese. Si chiama Sontuttebelle e vuole indagare e raccontare le donne italiane e straniere attraverso il loro rapporto e confronto con la maternità. Le autrici vogliono restituire il punto di vista più ampio possibile, coinvolgendo persone e personaggi diversi, lontani e vicini, fino a costruire un ritratto della condizione femminile in Italia, qui e adesso, in relazione all’essere e al diventare – o meno – madre.

Per partecipare, leggete qui. Se ho tempo, quasi quasi mi metto anche io alle prese con la macchina da presa per raccontarmi.

La seconda. Qualche giorno fa Save The Children ha presentato il rapporto sullo stato delle madri nel mondo. Cito alcuni dati:

Si stimano in 48 milioni le donne che ogni anno partoriscono senza alcuna assistenza professionale e magari senza aver ricevuto alcun controllo durante il puerperio. 2 milioni di esse mettono al mondo il proprio bambino completamente da sole, sia per l’assenza o la non accessibilità delle strutture sanitarie, sia anche a causa del divieto – dettato da ragioni culturali e religiose – di chiedere aiuto a persone esterne o di uscire di casa per recarsi in strutture sanitarie. Le percentuali più alte di parti “solitari” si registrano in Nigeria, dove 1 donna su 5 partorisce da sola.

A fronte di ciò sono 358.000 ogni anno nel mondo le donne che perdono la vita in conseguenza della gravidanza o del parto (per emorragie per esempio) e circa 800.000 i bambini che muoiono alla nascita (per esempio per difficoltà respiratorie, asfissia o sepsi). Ad essi si aggiungono coloro che perdono la vita entro il primo mese, per un totale di oltre 3 milioni di morti nel breve arco di tempo che va dalla nascita al trentesimo giorno. Nella gran parte, sia per le madri che per i neonati, si tratta di morti per complicazioni e patologie prevenibili e curabili.

In totale sono 8.1 milioni ogni anno le morti infantili, cioè che sopraggiungono entro il quinto anno di vita: a causare la morte di chi è riuscito a sopravvivere alla nascita e ai primi mesi, sono nella maggior parte dei casi malattie come polmonite, diarrea, malaria, evitabili e curabili.

Afganistan, Niger, Guinea Bissau, Yemen, Chad, Repubblica Democratica del Congo, Eritrea, Mali, Sudan, Repubblica Centro Africana sono i 10 paesi dove i livelli di salute materno-infantile e le condizioni di madri e bambini sono i peggiori al mondo, secondo l’Indice delle Madri contenuto nel 12esimo Rapporto sullo Stato delle Madri del Mondo di Save the Children. Una graduatoria del benessere materno-infantile nei 164 paesi presi in esame nel rapporto, stilata sulla base di vari parametri: dagli indici di mortalità infantile e materna, all’accesso delle donne alla contraccezione, dal livello di istruzione femminile e di partecipazione delle donne alla vita politica, ai tassi di iscrizione dei bambini a scuola .
All’estremo opposto della classifica – al top – i 10 paesi dove il benessere di madri e bambini è massimo: Norvegia, Australia, Islanda, Svezia, Danimarca, Nuova Zelanda, Finlandia, Belgio, Paesi Bassi, Francia.

La distanza fra la prima della lista – la Norvegia – e l’ultimo paese in graduatoria, l’Afganistan, è abissale: in Norvegia ogni parto avviene in presenza di personale qualificato mentre in Afganistan questo accade solo nel 16% dei parti. Una donna norvegese in media studia per 18 anni e vive fino a 83. L’83% delle donne norvegesi fa uso di contraccettivi e 1 su 175 perderà il proprio bambino prima che compia 5 anni. All’estremo opposto, una donna afgana studia per meno di 5 anni e vive mediamente fino a 45. Meno del 16% di donne ricorre alla contraccezione, 1 bambino ogni 5 muore prima di arrivare al quinto anno di età il che significa che ogni donna, in Afganistan, va incontro alla perdita di un figlio nell’arco della sua vita.
Prendendo in esame altri paesi in fondo alla classifica, i confronti non sono meno drammatici: 1 donna ogni 14 in Chad e Somalia rischia di morire durante la gravidanza o il parto. In Italia il rischio di mortalità materna è inferiore a 1 donna ogni 15.000.

3 Risposte

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  1. Francesca Sanzo - Donne Pensanti said, on maggio 10, 2011 at 10:03 pm

    molto bello questo articolo Mara, bello e inquietante insieme.

  2. [...] Siamo tutti mamme [...]


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