Questa è la mia casa
Ogni viaggio è una sorpresa. Ancora di più quando quel viaggio ti riporta a casa e la mia casa è Foggia (non me ne vogliano gli amici bolognesi, ma è così). Quella Foggia che ho disprezzato da adolescente, compatito non poche volte.Questa volta sono tornata a casa per l’iniziativa del circolo La Merlettaia (ne ho parlato in questo post) ed ho riannodato fili – facendo mia l’espressione di Anna Potito – che credevo di aver perso.
Ho trovato il calore e l’affetto delle donne della Merlettaia, curiose quando ho parlato della mia esperienza di blogger, appassionate quando ho parlato della mia ricerca sugli stereotipi delle donne e delle mamme in pubblicità.
A proposito di fili ho scoperto, grazie a Donata Glori, il lungo nastro giallo dell’arazzo chegli alunni e le alunne della scuola primaria San Giovanni Bosco hanno realizzato, ispirandosi al lavoro di Maria Lai, per raccontare la storia della nostra città
Ho ritrovato Paolo, un caro amico del liceo, che mi ha raccontato la sua esperienza professionale, molto simile a quella di tanti coetanei, e che resiste in quell’avamposto che è ormai la nostra città perché, come mi ha detto, “io voglio restare a Foggia”.

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