Sogni
Certi giorni io mi vedo proprio così: seduta su una panchina, con lo sguardo imbronciato (cosa poi non molto rara per chi mi conosce bene), qualche libro accanto a me.Ottant’anni prima della mia nascita Vittorio Corcos ha dipinto questo quadro, ora a Palazzo Zabarella a Padova per la mostra “Da Canova a Modigliani il volto dell’Ottocento”.
“Sogni”, questo il titolo della tela, suona fin troppo banale nel logorio della vita moderna.
A cosa pensava questa ragazza di fine Ottocento? Cosa guardava da quella panchina? E’ una sognatrice come ci suggerisce il titolo del quadro?
Di certo è un’immagine moderna, anzi modernissima come fu giudicata dal pubblico e dalla critica alla Festa dell’arte e dei Fiori di Firenze, dove fu esposta per la prima volta nel 1896.
Scrive Laura Lombardi nella nota critica al quadro (il grassetti è mio): “il dipinto Sogni di Vittorio Corcos raffigurante Elena Vecchi, figlia di Jack La Bolina, che ci invita “a interpretare i suoi più reconditi pensieri” (Ojetti 1896), poteva offrirsi quale straordinario ritratto di un’intera epoca: vestita con sobria e raffinata eleganza, Elena siede sulla panchina, le labbra carnose ed il rossetto purpureo, la capigliatura arruffata, e protende lo sguardo assorto ma penetrante insieme, verso lo spettatore, gli occhi grandi e un po’ segnati”.
Certi giorni penso ai nipoti, che ancora non ho, quando fra ottant’anni (ri)leggeranno le cronache di questi tempi: quale sarà il ritratto della nostra epoca che gli consegneremo? Di sicuro non straordinario come quello di Corcos se pensiamo al precariato e più in generale al mondo del lavoro, alla questione di genere, alla cultura.
Certi giorni sono così. Come quando fuori piove.
Una Risposta
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