A Fabrizio per il 2 giugno
Oggi è la mia festa ed anche la tua. Non è il nostro compleanno, mio piccolo Fabrizio, ma è la festa della Repubblica.
E’ ancora la festa di tutti, nonostante qualcuno pensi che sia inutile, addirittura da abolire.
Peccato che chi pensa di cancellarla non sa che la Costituzione “è la carta della propria libertà, la carta, per ciascuno di noi, della propria dignità d’uomo”.
Caro Fabrizio, queste parole non sono mie. Sono di Piero Calamandrei, uno dei padri costituenti, che a proposito del 2 giugno 1946 disse:
Io mi ricordo le prime elezioni dopo la caduta del fascismo, il 2 giugno 1946. Questo popolo che da venticinque anni non aveva goduto le libertà civili e politiche, per la prima volta andò a votare, dopo un periodo d’orrori, di caos, la guerra civile, le lotte, le guerre, gli incendi.
Io ero, ricordo, a Firenze. Lo stesso è capitato qui: queste file di gente disciplinata davanti alle sezioni, disciplinata e lieta, lieta perché aveva la sensazione di aver ritrovato la propria dignità: questo dare il voto, questo portare la propria opinione, per contribuire a creare questa opinione della comunità, questo essere padroni di noi, del proprio paese, del nostro paese, della nostra patria, della nostra terra, disporre noi della nostre sorti, delle sorti del nostro paese.
Quindi voi, giovani, alla Costituzione dovette dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come cosa vostra, metterci dentro il senso civico, la coscienza civica, rendervi conto, rendervi conto, che ognuno di noi non è solo, non è solo; che siamo in più, che siamo parte anche di un tutto, un tutto nei limiti dell’Italia e del mondo.
Ora, vedete, io non ho altro da dirvi: in questa Costituzione di cui sentirete fare il commento nelle prossime conferenze c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie; essi sono tutti sfociati qui in questi articoli. E a sapere intendere, dietro questi articoli si sentono delle voci lontane.
Ricorda che i tuoi bisnonni hanno combattuto per tutto questo, le tue bisnonne sono andate a votare per la prima volta proprio quel giorno.
Ricorda che non potranno cancellare la storia, questa nostra storia, non è inutile. Nessuno potrà abolirla.
COMMOVENTE
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