Scaffali precari
Cosa succede se i precari vanno in libreria? Non come acquirenti, ma come protagonisti sugli scaffali.
Da qualche anno il tema del precariato è diventato (anche) un fenomeno letterario, che in qualche caso più fortunato è approdato persino al cinema.
L’ultimo in ordine di tempo si intitola Diario semiserio di una redattrice a progetto (Mondadori) di Sara Lorenzini, dove il tema del precariato è solo uno degli elementi della storia. Il libro è stato anche al centro di una vivace polemica su Facebook in merito ad un presunto plagio ed il testo chiamato in causa è Voglio scrivere per Vanity Fair di Enrica Vagliengo.
Operatori di call center, insegnanti e molti altri animano le pagine di romanzi e saggi.
Il mondo deve sapere di Michela Murgia, nato come blog, è diventato prima un libro e poi ha fornito il soggetto per il film Tutta la vita davanti di Paolo Virzì.
Nasce sul web anche Generazione mille euro . Il primo “reality book”, come lo definiscono gli autori, è approdato in libreria dopo quasi 24.000 download dal sito e poi sul grande schermo con la regia di Massimo Venier.
E ancora le interviste di Aldo Nove uscite sul quotidiano Liberazione tra il 2004 e il 2005, in seguito da Einaudi in Mi chiamo Roberta, ho 40 anni, guadagno 250 euro al mese.
La bibliografia precaria è ricca per natura e quantità. Senza alcuna pretesa di recensione, ecco alcuni titoli in ordine sparso:
Sono come tu mi vuoi. Storie di lavori di autori vari, edito da Laterza nel 2009; Vita precaria e amore eterno di Mario Desiati per Mondadori nel 2006; Adesso basta. Lasciare il lavoro e cambiare vita di Simone Perotti (Chiarelettere, 2009); Non sono un bamboccione di Giuseppe Carlotti (Fazi, 2009); Una vita da supplente di Vincenzo Brancatisano (Nuovi Mondi); La mia banda suona il porn di Paolo Baron e Raffaella R. Ferrè edito da 80144 nel 2009; Precari e contenti della giornalista Angela Padrone pubblicato da Marsilio nel 2007; Tu quando scadi? di autori vari uscito nel 2005 per la casa editrice pugliese Manni Editori; La donna è mobile, uno sguardo al precariato femminile a cura di Maria Teresa Cassini e Alessandro Castellari per Alberto Perdisa editore; Mi spezzo ma non m’impiego di Andrea Bajani (Einaudi, 2006), autore di altri lavori sul precariato.
Istruzioni per l’uso: gli autori saranno pure precari, ma almeno sugli scaffali queste storie non sono a termine.
2 Risposte
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caterina cavina, autrice de “Le ciccione lo fanno meglio”, mi ha fatto notare che anche la protagonista del suo libro è precaria.
così il suo libro entra di diritto nel mio scaffale precario.
[...] qualche settimana fa, la mail di Angelo, un lettore del blog che, dopo aver letto il mio post Scaffali precari, mi ha chiesto un’opinione a proposito di una lettera immaginaria ad un selezionatore del [...]