L’età dell’innocenza
Qualche settimana fa ho ricevuto una di quelle riviste per mamme, dove ad articoli più o meno scientifici e pseudo-pedagogici si alternano pagine di pubblicità dedicate a giochi, abbigliamento ed alimenti per i più piccoli.
Sfogliandola, mi sono imbattuta nella pubblicità di Sarabanda, una nota marca di abbigliamento per bimbi che si rivolge ad un target medio alto.
Nella foto – quella che pubblico a fondo pagina è l’immagine che compare sull’homepage del sito – due baby modelli pettinati e atteggiati come adulti indossano eleganti abiti della collezione primavera-estate.
Mi hanno colpito alcuni dettagli: i capelli cotonati della bimba tipo le sciagurate pettinature di Little Miss America e la posa simil romantica del bimbo col capo lievemente accostato a quello di lei.
Alcune considerazioni in ordine sparso: le pubblicità per e con i bambini assomigliano sempre più a quelle dei grandi, al punto che i più piccoli assumono quelle pose plastificate imperanti in tv; la famiglia “Mulino Bianco” è ancora nell’immaginario dei pubblicitari (in questo caso siamo anche oltre visto che gli interni della location, sfogliando il catalogo on line, lasciano intravedere ambienti raffinati); per alcuni genitori i bambini non sono più bambini.

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